Condominio, cosa fare con i vicini fastidiosi e molesti? Quando scatta l’allontanamento
Come comportarsi con i vicini di casa fastidiosi e molesti? A chi rivolgersi e quando scatta l’obbligo di allontanamento? Ecco come agire quando provocazioni e prepotenze sono all’ordine del giorno e la vita di condominio diventa impossibile.

Chi vive in condominio sa bene quanto possa essere difficile la convivenza con i propri vicini di casa, specialmente quando bisogna confrontarsi con persone fastidiose e con un cattivo atteggiamento. Se c’è una cosa a cui la maggior parte delle persone non pensa quando si trasferisce, sono i vicini di casa.
Tuttavia, si tratta di un fattore da non sottovalutare in quanto i rapporti di vicinato possono rappresentare un vero e proprio grattacapo. I buoni vicini rendono piacevole la vita in condominio, ma un cattivo vicino di casa può rendere la tua vita un vero inferno. Se spesso ti interroghi su come comportarti con i condomini fastidiosi, può essere difficile trovare una soluzione. In questi casi, è bene informarsi sulla normativa di riferimento e scoprire in quali casi è possibile allontanare il vicino di casa.
Vicini fastidiosi e molesti, come comportarsi? Cosa dice la legge

Le liti con i vicini di casa possono essere generate da diversi fattori: a volte si tratta solo di incompatibilità di carattere, a volte subentra la maleducazione che può sfociare, nei casi più estremi, in atti di violenza verbale o fisica. Quando il limite viene oltrepassato come bisogna affrontare la situazione? Solitamente, quando un soggetto mette in atto un comportamento violento, viene querelato e condannato dal giudice. Inoltre, potrebbe scattare il divieto di praticare le zone abitualmente frequentate dalla vittima. Ma cosa succede quando l’aggressore è il tuo vicino di casa?
Quando la violenza si consuma in ambito condominiale, il vicino molesto e violento potrebbe essere allontanato, specialmente in caso di stalking. È doveroso precisare che si parla di stalking quando il condomino minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di una persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.
Dunque, si tratta di situazioni gravi ed estreme (una serie di atti illeciti), non della classica lite condominiale.
Stalking condominiale: cosa si rischia
Il reato di stalking prevede come pena anche la reclusione e il tempo può aumentare nel caso in cui lo stalker abbia un legame affettivo con la vittima (ad esempio se si tratta di un coniuge legalmente separato o divorziato o da persona che sia stata legata da relazione affettiva alla persona offesa), se la vittima è una donna in stato di gravidanza, un minore o una persona con disabilità, oppure se lo stalker ha agito utilizzando un’arma oppure strumenti informatici.
Ricordiamo che il termine per la proposizione della querela è di sei mesi.