Canna fumaria in condominio: tutto quello che c’è da sapere
Come gestire una canna fumaria in condominio? La presenza di una canna fumaria è molto frequente negli stabili italiani, soprattutto negli edifici più datati, quando in ogni casa erano presenti una stufa o un camino per il riscaldamento degli ambienti. Ecco tutto quello che c’è da sapere a riguardo.

Negli stabili moderni spesso non si vedono più i comignoli delle canne fumarie spuntare dai tetti, ma negli edifici più datati, le canne fumarie sono ancora molto frequenti. Si tratta di elementi fondamentali per la sicurezza dei condomini e per il buon funzionamento dei vecchi impianti di riscaldamento, quali stufe o camini, ma non solo. La canna fumaria, infatti, trasporta verso l’esterno i fumi e i gas che si generano durante la combustione, e che riguardano anche le caldaie e i forni. In un contesto condominiale però, si possono verificare diverse situazioni.
La canna fumaria può essere una proprietà collettiva, e servire più appartamenti. In altri casi, invece, è proprietà privata di una sola unità immobiliare, anche se passa attraverso le parti comuni dell’edificio come i muri e le facciate. Ecco come gestire le varie casistiche, e tutto quello che c’è da sapere su questo particolare elemento.
Canna fumaria in condominio

La prima cosa da capire quando si ha a che fare con una canna fumaria in condominio, è a chi appartiene. Come anticipato, la canna fumaria può essere una proprietà condivisa tra tutti i condomini, oppure proprietà privata di un solo appartamento o attività. Individuare la proprietà della canna fumaria è fondamentale, poiché da essa dipende la responsabilità sia economica che manutentiva dell’elemento. Dal punto di vista della manutenzione, infatti, se la canna fumaria è comune, le spese per il suo buon mantenimento andranno ripartite tra tutti i condomini in base ai millesimi di proprietà.
Al contrario, se è proprietà di un unico condomino, sarà solo lui ad occuparsene. Stesso discorso vale per qualsiasi altro tipo di responsabilità o controversia. Per quanto possa sembrare un elemento innocuo e lontano dalle abitazioni, infatti, la canna fumaria può far sorgere litigi e dissapori tra i condomini, per diverse motivazioni, tra cui:
- la presenza di fumi e odori,
- rumori forti dovuti a malfunzionamenti,
- installazioni senza autorizzazioni,
- il non rispetto del decoro condominiale.
I problemi più comuni

I problemi più comuni che riguardano una canna fumaria in condominio riguardano, sostanzialmente, il modo in cui questa può infastidire o danneggiare uno o più inquilini. Ad essere maggiormente interessati dai danni sono solitamente gli appartamenti che si trovano più in prossimità del tetto, ma non è detto che anche gli inquilini dei piani terra non possano essere disturbati dalla canna fumaria. Il problema più frequente in assoluto riguarda le immissioni di fumi e odori, soprattutto quando superano la normale tollerabilità.
Riguardo il decoro architettonico, invece, la presenza di canne fumarie esterne può essere un problema negli edifici storici. Ancora, a dar fastidio possono essere i rumori forti generati da un malfunzionamento, e via dicendo. In tutti questi casi, i condomini possono agire legalmente e chiedere, nei casi più estremi, la rimozione della canna fumaria. A pagarne le spese sarà, ovviamente, il proprietario (o i proprietari). Il tutto però, in nome del quieto vivere, deve prima passare per l’amministratore di condominio, il quale deve cercare di risolvere la controversia con le buone. Anche in riferimento alla canna fumaria, sapere cosa si può fare in condominio e cosa no è essenziale per vivere in tranquillità.