Innaffiare in condominio: cosa puoi fare e cosa no
Innaffiare le piante in condominio può essere la causa di disagi e litigi con i vicini, soprattutto in estate, quando si trascorre in terrazzo, in balcone e in giardino la maggior parte del tempo libero. Ecco una guida pratica per come gestire l’innaffiamento delle piante senza dar fastidio al resto dei condomini, e anche cosa si rischia se non si fa attenzione.

Chiunque ha la fortuna di avere un terrazzo o un balcone ha, quasi sicuramente, diverse piante ad abbellire il proprio spazio esterno. Periodicamente poi, e in particolar modo in estate, lo spazio esterno ha bisogno di pulizia, e non è affatto difficile creare disagi ai vicini in questi due frangenti. L’acqua che cade dal balcone, infatti, rappresenta uno dei motivi di lite più diffusi nel periodo estivo, e non va affatto sottovalutata come situazione.
Sebbene possa sembrare innocua infatti, l’azione di innaffiare le piante in condominio può avere conseguenze anche legali, che comportano un risarcimento del danno causato. Per questo è bene sapere come comportarsi per poter, parallelamente, sia innaffiare le proprie piante come si deve, sia convivere con gli altri condomini, che hanno tutto il diritto di non avere acqua che cade dal balcone del piano di sopra.
Innaffiare le piante in condominio

La questione dell’acqua che cade dal balcone del piano superiore è regolata sia dal Codice Civile che dal Codice Penale. Nel primo, l’art. 844 prevede che le immissioni (rumori, fumi e liquidi) nelle proprietà altrui non devono mai superare la normale tollerabilità. Nel secondo, l’art. 674 sancisce che il getto pericoloso di cose può essere punito con l’arresto fino a un mese o una sanzione fino a 206 euro. Infine, si deve sempre considerare il regolamento di condominio: questo può infatti contenere disposizioni precise su cosa si può fare e cosa no, e anche sugli orari in cui è permesso farlo.
In particolare, a determinare che anche l’acqua rientra nelle casistiche che interessano la giurisprudenza penale è la sentenza n.15956/2014 della Corte di Cassazione, la quale specifica che chi butta acqua dal balcone, per pulirlo o innaffiare le piante, incorre in questo tipo di reato se ha una condotta reiterata e continuativa che supera la normale tollerabilità, anche in assenza di un danno effettivo al vicino. In questi comportamenti rientra anche l’acqua della condensa che cade dal condizionatore, se causa un disturbo continuativo.
I rimedi migliori

Chi non rispetta le disposizioni previste dal regolamento di condominio può andare incontro a multe che arrivano fino a 200 euro per la singola infrazione, e fino a 800 euro per le recidive. Prima ancora di incappare in una sanzione però, è bene tutelarsi e tutelare anche i vicini, con comportamenti responsabili e rimedi che impediscono di creare disturbo. I modi per riuscire ad innaffiare le piante in condominio e gestire la caduta di acqua dal balcone senza arrecare danno e fastidio sono numerosi:
- utilizzare sottovasi capienti;
- usare i raccogligocce per gli stendini;
- scegliere gli innaffiatoi a goccia automatizzati per i vasi;
- predisporre tubature e canali di scolo per raccogliere la condensa del condizionatore;
- optare per tappetini assorbenti e canovacci per gestire l’acqua in eccesso mentre si pulisce.
Vivere in condominio non è sempre facile, soprattutto per il complicato rapporto con i vicini. Per questo, avere delle accortezze e fare attenzione a cosa si lascia sul balcone e come si gestisce lo spazio esterno, può fare la differenza tra una convivenza pacifica e tranquilla per tutti, e una lite continua e snervante.