Bonus Tari 2025: come ottenere lo sconto del 25%

Autore:
Raffaele Di Ciano
  • Laurea in Belle Arti
Tempo di lettura: 3 minuti

Il Dpcm n. 24/2025 rende operativo il Bonus Tari 2025 a partire dal 28 marzo. Ecco come funziona questa agevolazione che permetterà ai beneficiari di risparmiare il 25% sulla tassa dei rifiuti. Introdotto nel 2019, finalmente il bonus spazzatura è diventato realtà, e consentirà di risparmiare cifre importanti.

Bonus Tari 2025: come funziona e chi sono i beneficiari
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Da anni si aspetta l’entrata in attività del cosiddetto Bonus Tari 2025, o bonus spazzatura. Introdotto inizialmente nel 2019 infatti, a causa della pandemia questo bonus era caduto nel dimenticatoio, da cui è stato recentemente ripescato. A renderlo operativo dal 28 marzo è il Dpcm n. 24/2025, che ne evidenzia anche tutte le caratteristiche. Si tratta di un’agevolazione che permetterà alle famiglie con i redditi più bassi di risparmiare il 25% sul costo della Tari.

Considerando gli importi che alcuni Comuni impongono ai propri cittadini, si tratta di uno sconto affatto irrilevante per le famiglie italiane. Vediamo insieme come funziona questa agevolazione, come si deve richiedere e chi sono i beneficiari che possono sfruttarla per risparmiare sui costi della spazzatura. Tutti i dettagli di seguito.

Bonus Tari 2025

Bonus
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Il Bonus Tari 2025 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 13 marzo scorso, con il Dpcm n. 24/2025, ed è operativo dal 28 marzo. Si tratta di un’agevolazione che si rivolge ai nuclei familiari con Isee basso e molti membri al suo interno. Nel dettaglio, il reddito ISEE familiare deve essere inferiore a 9.530 euro (20.000 euro se ci sono almeno 4 figli a carico) e il bonus viene erogato in maniera automatica, nei limiti massimi fissati dalla norma.

Nel Dpcm si specifica anche il modus operandi di Arera. Si ricorda che il pagamento della Tari è dovuto da chiunque vanti il diritto di proprietà di un immobile, a prescindere che questo sia occupato oppure no. La Tari infatti, si deve pagare solamente per la possibilità di produrre rifiuti, e non solamente se si producono nell’effettivo. Grazie a questo bonus però, il suo importo si può ridurre del 25%, cifra che non è affatto irrisoria, considerando i volumi raggiunti dalla tassa nei Comuni Italiani.

I Comuni più cari

Tassa casa
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La Tari infatti, è una tassa che varia di Comune in Comune e che prende in considerazione sia le caratteristiche dell’immobile, che il numero di persone che vivono al suo interno. Il costo medio della Tari in Italia è pari a 337,77 euro all’anno, considerando un nucleo familiare medio e una metratura immobiliare media. Un’indagine del sindacato Uil evidenzia però, che la Tari incide in modo diverso sui redditi delle famiglie: se al Sud ha un’incidenza dell’1,34% (pari a 388 euro annui), al Nord-Est prende solamente lo 0,64% del reddito (pari a 278 euro annui). Sempre analizzando i dati dell’indagine, si scoprono le città dove la Tari costa di più:

  • Pisa, che presenta la Tari più cara d’Italia, con una cifra di 594,85 euro all’anno;
  • Brindisi, con una Tari di 518 euro all’anno;
  • Trapani, con una media di 510 euro all’anno;
  • Genova, con una media di 507 euro all’anno;
  • Pistoia, dove la Tari costa mediamente 503 euro all’anno.

Dall’altra parte della classifica, ci sono le città dove la Tari si paga di meno: La Spezia (170 euro), Belluno (186 euro), Novara (189 euro), Brescia (194 euro) e Ascoli Piceno (199 euro).

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