Bonus ristrutturazione: come sfruttarlo in caso di frazionamento o accorpamento
Il Bonus Ristrutturazione offre la flessibilità di frazionare o accorpare unità immobiliari, consentendo ai proprietari di adattare gli spazi alle loro esigenze. Il tutto può essere realizzato con incentivi fiscali e agevolazioni fornite dal Bonus Ristrutturazione, rendendo la trasformazione degli spazi residenziali più accessibile e conveniente. Facciamo un pò di chiarezza in merito.

Bonus ristrutturazione: una nuova possibilità per modificare gli spazi interni
Il Bonus Ristrutturazione consente l’incentivazione di interventi di frazionamento o accorpamento di unità immobiliari, offrendo la flessibilità di modificare gli spazi interni e di creare o unire appartamenti. Questi interventi rientrano nella categoria della ristrutturazione edilizia, permettendo modifiche ai volumi e ai materiali, a condizione che non costituiscano una “nuova costruzione”.
Tuttavia, altri incentivi fiscali possono anch’essi sostenere il frazionamento o l’accorpamento, che si dimostrano vantaggiosi per riorganizzare gli spazi residenziali. È essenziale considerare le normative locali e pianificare attentamente il progetto prima di procedere, ma con la pianificazione adeguata, è possibile adattare la casa alle proprie esigenze.

Ristrutturazione edilizia : quando il frazionamento/accorpamento richiede modifiche
Il Bonus Ristrutturazione offre la possibilità di apportare modifiche alla volumetria e alla destinazione d’uso, pur mantenendo l’agevolazione fiscale del 50%. Questo è possibile attraverso la ristrutturazione edilizia, che consente di trasformare integralmente gli edifici in accordo con le nuove disposizioni legislative.
Questi interventi possono includere la demolizione e ricostruzione dell’edificio e permettono di adattare la struttura alle normative antisismiche, migliorare l’accessibilità, installare impianti tecnologici, aumentare l’efficienza energetica e promuovere la rigenerazione urbana, a condizione che sia prevista dalla legge o dagli strumenti urbanistici comunali.
Il limite di spesa ammesso per ogni unità è di 96.000 euro, con la considerazione della condizione pre-interventi. Gli interventi di ristrutturazione edilizia sono possibili anche per unità collabenti, unità in corso di definizione e unità in corso di costruzione, a patto che l’immobile sia destinato all’uso residenziale dopo i lavori.
Inoltre, è possibile ottenere maggiorazioni dell’aliquota al 90% o al 110% se si soddisfano i requisiti per il Superbonus.

Frazionamento, accorpamento : quando s’intende quale manutenzione straordinaria
Il frazionamento e l’accorpamento di unità immobiliari sono considerati lavori di manutenzione straordinaria, consentendo di usufruire del Bonus Ristrutturazione al 50%. Questi interventi devono avvenire senza apportare modifiche alla volumetria complessiva degli immobili e senza “modifiche urbanisticamente rilevanti,” che comportino l’incremento del carico urbanistico.
Il primo Decreto Legge Semplificazioni del 2020 ha modificato le disposizioni in merito, consentendo più flessibilità nei lavori di ristrutturazione edilizia, che ora includono anche interventi precedentemente limitati alla “nuova costruzione,” come la demolizione e la ricostruzione con ampliamento.
La manutenzione straordinaria può ora includere il frazionamento o l’accorpamento delle unità immobiliari, insieme a modifiche alle superfici e al carico urbanistico delle singole unità, purché vengano rispettate le caratteristiche progettuali esistenti prima dei lavori di ristrutturazione.
La manutenzione straordinaria riassumendo include i lavori di:
- Sostituzione e rinnovamento di parti (eventualmente strutturali) dell’immobile oggetto di lavori.
- Realizzazione o di completamento di servizi tecnologici.
- Realizzazione o di completamento di servizi igienico-sanitari.
Possiamo quindi definire che è possibile apportare variazioni interne con ristrutturazioni alle unità immobiliari quando non si vada ad alterare la volumetria complessiva e mantenendo la destinazione d’uso originaria.