Bonus ristrutturazione 2026: a chi spetta e come ottenerlo

Autore:
Antonella Palumbo
  • Giornalista
Tempo di lettura: 4 minuti

Tutto quello che c’è da sapere sul bonus ristrutturazione 2026. Un piano che attorno al mondo casa unisce sostenibilità, green e fiscalità.

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Con il 2026, il mondo della casa dello stivale ha cambiato faccia.

Mentre tramonta l’era del Superbonus, l’orizzonte immobiliare sta per effettuare una svolta nuova. Come stabilito dalla Legge di bilancio 2026, quest’anno la “finanziaria” ha indicato ristretti e precisi vincoli per permettere ai cittadini di accedere ed usufruire di agevolazioni, detrazioni fiscali e bonus economici per la casa.

Novità importantissima è la conferma data al Bonus Ristrutturazione, con un piano progressivo di applicazione che clima con il 2026 e che, subitamente, ha fatto breccia tra le richieste dei contribuenti nostrani.

Tantissime sono state le domande on-line già avviate, anche per questo 2026, per usufruire di questa detrazione fiscale per mettere a nuovo e sostenibile, in modo soprattutto Eco&Green la vostra dimora.

Il Bonus Ristrutturazione lo riscontreremo anche per questo 2026 nel panorama fiscale ed immobiliare, come soluzione che metterà un saluto alle vecchie pratiche obsolete.

Scopo infatti, è anche quello di accelerare e semplificare le possibilità per gli italiani di aver dalla loro un tesoretto per le esigenze e spese domestiche.

A cosa serve il Bonus Ristrutturazione?

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Il Bonus Ristrutturazione 2026 prevede una detrazione fiscale del 50% delle spese di ristrutturazione e manutenzione di natura straordinaria, spese per restauro e risanamento conservativo di immobili per la prima casa.

Viceversa, è prevista una detrazione pari al 36% per la seconda. La detrazione fiscale è applicabile su tutte le unità immobiliari catastali, anche rurali e di pertinenze. Per il prossimo anno si presume che le aliquote scenderanno al 36% per le prime case e al 30% per le seconde case, lasciando invariato li limite massimo di spesa 96.000 €.

Il bonus è esteso anche alla manutenzione ordinaria per le unità immobiliari di portata comune. Per intenderci, le detrazioni sono valide per abitazioni di qualsiasi categoria catastale, rurale; parti comuni di edifici con destinazione a uso abitativo; garage, cantine, soffitta..
Invece vengono esclusi edifici a uso commerciale, direzionale e produttiva.

Quali lavori sono ammessi?

Come già vi abbiamo anticipato, il bonus ristrutturazione è usufruibile per interventi :

  • manutenzione straordinaria: come realizzazione di servizi igienico sanitari e tecnologici, istallazione di ascensori e scale di sicurezza, sostituzione di infissi e serramenti, rifacimento di scale e rampe, interventi finalizzati al risparmio energetico, recinzione dell’area privata. In sostanza tutte operazione che mirano a migliorare l’edificio senza modificare o ampliare la volumetria dell’edificio.
  • ristrutturazione edilizia: demolizione e ricostruzione, modifica facciata, realizzazione o trasformazione di una mansarda o di un balcone
  • manutenzione ordinaria: rifacimento di intonaci interni, verniciatura delle porte, sostituzione di pavimenti e infissi

A queste operazioni si allegano quelle Eco&Green per la riqualificazione energetica e ambientale, dando una soluzione sostenibile.

Come ottenere le detrazioni fiscali

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Per ottenere il Bonus Ristrutturazione, bisogna rispettare alcuni requisiti e termini chiavi.

Prevede una soglia limite per importi pari e non oltre i 96mila euro.

Insieme alla pratica edilizia, infatti, il richiedente dovrà obbligatoriamente effettuare il bonifico parlante. Una tipologia di bonifico introdotta ad hoc per facilitare l’assegnazione e l’uso delle agevolazioni e detrazioni fiscali per i tutti i bonus previsti per la manovra.

Questa modalità prevede dei precisi requisiti da inserire, onde evitare di perdere la fruizione del bonus. Importante è la causale, ovvero il contribuente non solo dovrà specificare qual è stata la natura dell’intervento, ma anche immettere la normativa applicabile dell’agevolazione conseguita.

In tal modo permetterà alle autorità fiscale di riconoscere dal dettaglio normativo a che regime di incentivi appartiene, senza ulteriori perdite di tempo.

A questo dato viene allegato il codice fiscale del beneficiario, affinché possano essere immediatamente attribuite al soggetto che effettua l’esborso e che detiene una tipologia di vincolo, di proprietà o meno, sull’ oggetto immobiliare in working progress.

Effettuare un bonifico parlante non è impresa ardua ma si avvia ad esser ormai una procedura standardizzata offerta da tutte gli enti di credito bancari e dai servizi postali, come Poste Italiane.

Gli utenti possono compilarlo in toto, attraverso l’interfaccia online, elimina di inutili corde ed assicurando così che tutti i dati richiesti vengano correttamente inseriti, per conformarsi alle disposizioni fiscali che l’Agenzia delle Entrate richiede.

Bonus Ristrutturazione 2026: foto e immagini