Bonus pompa di calore 2026: come sfruttare l’agevolazione
Bonus pompa di calore 2026 destinato a coloro che non accederanno più agli incentivi fiscali volti all’acquisto di caldaie, già a partire dal 2025. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza riguardo chi potrà beneficiarne, e sulla modalità di accesso all’agevolazione fiscale volta a favorire la riduzione energetica, pari ad un risparmio fino al 65%.

Cos’è la pompa di calore
Forse non tutti sanno che la pompa di calore di fatto è un sistema che permette il raffreddamento e il riscaldamento negli ambienti, andando ad utilizzare le energie rinnovabili. Ecco quindi che il primo effetto è quello di andare a ridurre le emissioni inquinanti, riqualificando le abitazioni, assegnando posizioni in salita sul risparmio energetico.
Il sistema della pompa di calore riesce a recuperare il calore dell’ambiente esterno (sottosuolo, acqua e aria) trasferendolo all’impianto di casa o alla riserva di acqua, andando a riscaldare sia acqua domestica che i locali della casa.
Tale sistema può essere impiegato sia nella stagione calda per raffreddare, che durante l’inverno per riscaldare, abbattendo i costi energetici e le emissioni inquinanti.
Le pompe di calore sono molto proficue, tanto che è stato calcolato che sono in grado di andare a produrre energia pari a 4 volte il volume dell’effettiva necessità ambientale. Per ottimizzare tale impiantistica, sarà bene andare a installare impianti di riscaldamento tipo radiante o che includano i termoconvettori.

Bonus pompa di calore 2026: quando può essere richiesto
Ma come è possibile potersi avvalere dell’agevolazione fiscale per l’anno in corso?
L’incentivo potrà essere richiesto solamente nel caso si vada ad operare nuova impiantistica, su quegli immobili che risultino essere stati regolarmente accatastati, o che abbiano le pratiche di accatastamento in corso.
Nello specifico, nel bonus pompa di calore sono inclusi i costi di progettazione, di acquisto e di installazione del nuovo impianto riscaldante e refrigerante, andando così a perfezionare un globale risparmio della spesa. Anche in questo caso varrà la regola di effettuare tutti i pagamenti relativi al nuovo impianto, andando ad utilizzare solamente pagamenti tracciabili in ogni loro parte.
Nel caso in cui chi si fa carico della spesa non risulti essere il proprietario dell’immobile in cui è destinato il nuovo impianto, questi sarà il diretto beneficiario della detrazione Irpef. Molto importante tenere a mente che la procedura per avere accesso alla detrazione fiscale del bonus pome di calore, dovrà essere completata entro 90 giorni dall’acquisto dell’impianto, anche per via telematica sul portale dell’ENEA.

Detrazione fiscale al 50 % o al 65 %? Il motivo
Abbiamo visto che la detrazione fiscale varia dal 50% al 65%. La differenza dell’aliquota è derivante dalla tipologia dell’impianto. Più precisamente:
- la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A o con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, aliquota 50%
- se l’impianto, oltre a essere almeno in classe A, è dotato anche di sistemi di termoregolazione evoluti, aliquota 65%
Per la modalità di pagamento, fa fede il bonifico bancario parlante, e l’importo massimo ammesso, complessivamente per tutti gli interventi di ristrutturazione, è pari a 96.000 euro.