Addio IMU nei piccoli comuni: agevolazioni in arrivo nel 2026
Una proposta di legge prevede lo stop all’IMU nei piccoli comuni italiani e introduce diverse scontistiche e agevolazioni per determinati cittadini e immobili che rispettano alcuni requisiti fondamentali. Ecco chi sono i beneficiari delle modifiche, e come cambierà l’IMU nei piccoli comuni.
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Il deputato Toni Ricciardi ha presentato una proposta di legge che ha ottenuto un forte consenso bipartisan e che si trova attualmente alla Camera per l’approvazione. L’iter legislativo non ha ancora tempistiche definite, poichè dopo l’ok della Camera dovrà passare in Senato e, in ultimo step, attraverso la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ma il contenuto della proposta fa già sfregare le mani a molti italiani.
Il testo, infatti, prevede riduzioni ed esenzioni totali dal pagamento di IMU e TARI nei piccoli comuni. L’obiettivo del governo, alla base di questa proposta, è quello di frenare l’abbandono delle case nei comuni più ridotti e con meno abitanti, mantenere vivo il legame con i borghi e valorizzare il patrimonio delle piccole località. Ecco come si configurano l’esenzione e gli sconti e a chi si rivolgono: i requisiti sono diversi e molto stringenti, ma servono per mantenere il focus sull’obiettivo valorizzazione.
Stop all’IMU

La proposta di legge di Toni Ricciardi farà felici molti cittadini, ma non tutti. L’esenzione e gli sconti IMU e TARI, infatti, si rivolgono solamente agli italiani residenti all’estero ma che possiedono un immobile ad uso abitativo nel comune italiano di ultima residenza in Italia. Per loro il carico fiscale si alleggerirà considerevolmente, ma per rientrare nell’agevolazione si devono rispettare diversi requisiti:
- essere iscritti all’AIRE;
- aver vissuto in Italia per almeno 5 anni prima del trasferimento;
- avere un’unica abitazione situata nello stesso comune della propria iscrizione AIRE;
- la casa non deve essere né locata né data in comodato d’uso;
- il comune in cui si trova l’immobile deve avere meno di 5.000 abitanti;
- la rendita catastale dell’immobile deve essere inferiore a 500 euro.
Una specifica importante da fare è che il beneficio è valido solamente per un immobile, quindi chi è proprietario di più case potrà applicare lo sconto solamente a quella che rispetta tutti i requisiti di cui sopra, oppure decidere a quale proprietà applicare l’agevolazione.
Scaglioni e TARI

Queste modifiche andranno quindi ad aggiungersi a quelle già confermate per il 2026, e aggiungeranno ulteriori riduzioni nei pagamenti. Il criterio principale da considerare, per capire quanto pagare di IMU, sarà la rendita catastale, e la proposta di legge prevede un sistema di sconti a scaglioni: se la rendita catastale è inferiore a 200 euro l’IMU è totalmente azzerata, se è tra 201 e 300 euro si ha uno sconto del 60%, se è tra 301 e 500 euro lo sconto è pari al 33%, mentre per rendite superiori ai 500 euro non sono previste riduzioni. Brutte notizie invece per gli immobili di lusso che, come prevedibile, restano totalmente fuori da queste scontistiche.
Infine, ci sono buone notizie anche sul fronte TARI. Come spesso accade, infatti, alle modifiche all’IMU si associano anche novità per la TARI. In un emendamento approvato in commissione si parla anche di introdurre uno sconto del 50% sulla tassa dei rifiuti per gli immobili che rispettano tutti i requisiti di cui sopra, ma questa estensione non è ancora stata confermata. Non resta quindi che attendere la fine dell’iter legislativo per capire se questi sconti ed esenzioni diventeranno effettivi.