WWF, elefanti sempre più a rischio: numeri drammatici
Elefanti a rischio estinzione? Ancora no, ma i dati del WWF non fanno affatto ben sperare, e mettono in allarme circa la necessità di intervenire con urgenza per fermare il veloce declino della specie: nell’ultimo secolo l’Africa ha perso il 90% dei suoi elefanti, e in Asia ne sopravvivono meno di 11.000.

Il cambiamento climatico e l’azione umana stanno mettendo a rischio la sopravvivenza di numerosissime specie animali, e non solo tra quelle che di partenza erano già considerate fragili, ma anche dei grandi animali, i cosiddetti Big Five africani. Tra questi vi è anche l’elefante, una specie da sempre sfruttata dall’uomo e braccata per il prezioso avorio delle sue zanne, che sta vivendo un momento critico della sua storia e che sta procedendo, ad un ritmo troppo veloce, verso il declino.
Basti pensare che il 90% della popolazione di elefanti in Africa è scomparsa negli ultimi 100 anni, passando da 12 milioni a 415.000 esemplari. In Asia non va certo meglio, dove sopravvivono solamente tra gli 8.000 e gli 11.000 esemplari, distribuiti in 8 Paesi. Le cause che stanno portando al declino della specie sono numerose, e provengono quasi tutte dall’incontrollata azione umana sia sugli animali che sul loro habitat naturale.
Elefanti a rischio estinzione?

Il WWF non parla ancora di rischio estinzione per gli elefanti, ma i numeri divulgati in occasione della Giornata mondiale della specie (12 agosto) non fanno certo ben sperare. L’edizione di quest’anno è stata dedicata al ruolo delle femmine adulte nel guidare i branchi e nel portarne avanti la sopravvivenza. Non basta però, la resilienza delle femmine di elefante per superare il declino troppo veloce che la specie sta vivendo, perché a contrastare la vita di questi animali c’è, troppo spesso, l’azione negativa e incontrollata dell’uomo:
- bracconaggio,
- commercio illegale di avorio,
- frammentazione e distruzione degli habitat naturali,
- conflitti con le comunità locali.
L’allarme lanciato dal WWF riguarda, quindi, un maggior controllo normativo su queste usurpazioni, ma anche delle direttive concrete e immediate in termini di indennizzo per i danni arrecati dagli elefanti alle abitazioni e alle persone. Serve, in generale, una maggiore empatia e comprensione, una maggiore tolleranza e un impegno maggiore nel sostenere la conservazione della specie.
Best practices da cui prendere spunto

Per salvare la popolazione africana di elefanti, il WWF riporta alcune best practices che in territorio asiatico sono risultate positive. Per esempio, in Thailandia le istituzioni e gli enti hanno creato aree di conservazione, messo in atto un sistema di risarcimenti alle comunità e coinvolto la popolazione stessa nella salvaguardia della specie, con gruppi di monitoraggio nelle zone a più alto rischio. Adottare queste soluzioni in Africa, dove gli elefanti sono diminuiti del 90% in soli 100 anni, potrebbe salvare le due specie che vivono qui.
In particolare, l’elefante della savana, classificato come in pericolo, e l’elefante di foresta, classificato come in pericolo critico, potrebbero tornare a popolare il territorio grazie ad una maggiore salvaguardia e protezione. Tra il bracconaggio selvaggio, la deforestazione e la carenza di cibo e acqua, la vita degli elefanti è messa a durissima prova, e solo un’azione forte, decisa e concreta da parte delle istituzioni e delle comunità locali può invertire questa rotta. Nella Giornata Mondiale dell’elefante si è parlato di questo altro, di progetti di conservazione portati avanti dal WWF e di nuove iniziative volte a cambiare il paradigma e a sensibilizzare non solo l’Africa, ma il mondo intero verso questa specie.
L’estinzione degli elefanti è evitabile, a patto che si inverta una rotta che va avanti da troppo tempo.