Vecchi uffici diventano case di lusso: accade a New York
Nella Grande Mela i vecchi uffici diventano case di lusso e rilanciano il mercato immobiliare, contribuendo parallelamente a creare quartieri residenziali dove in passato non c’erano abitazioni. Questa è la trasformazione che sta vivendo New York dopo l’11 settembre e grazie allo smart working, e che fa stare la Città che non dorme mai un passo avanti alle altre, ancora una volta.

Il mercato immobiliare attuale sta vivendo un periodo di contrazione e crisi in Italia, che forse si può alleviare, se non risolversi del tutto, prendendo spunto dalla trasformazione immobiliare che sta avvenendo, da una ventina d’anni a questa parte, a New York. Come è già accaduto in passato infatti, anche questa volta potrebbe bastare guardare ciò che sta accadendo oltre oceano, per prendere spunto e trovare una soluzione al problema sia delle compravendite che degli affitti.
Infatti, a New York dai primi anni 2000 è in corso una trasformazione totale, che sta rimodulando l’assetto urbanistico della città, facendo diventare i vecchi edifici storici dedicati interamente agli uffici, dei palazzi residenziali di alto livello, con appartamenti di lusso. In questo modo la Grande Mela ha risolto sia il problema della crisi degli uffici commerciali, sia risposto ad una domanda elevatissima di alloggi di lusso a Manhattan.
Vecchi uffici diventano case di lusso

Siamo all’inizio degli anni 2000, e l’attacco alle Torri Gemelle dà il via ad un trend in negativo che riguarda il mercato degli uffici commerciali, che iniziano a perdere valore. Parallelamente, la città si espande e accresce la sua fama, portando persone con elevatissimi budget a cercare appartamenti e residenze di lusso nel cuore della Grande Mela. La risposta, i newyorkesi, l’hanno trovata nel cambio destinazione d’uso, e hanno convertito i vecchi uffici in complessi residenziali.
Il risultato è stato un migliore sfruttamento degli spazi a disposizione, il calo dell’abbandono e del degrado, e un nuovo mercato luxury molto redditizio e particolarmente apprezzato. Con il passare del tempo e lo sviluppo della tecnologia poi, l’uso sempre più diffuso dello smart working ha contribuito allo svuotamento di sempre più uffici, dando nuova linfa vitale a questo comparto specifico. Insomma, ci hanno guadagnato proprio tutti.
Cambio di destinazione d’uso

La realizzazione di questo progetto su larga scala non è stato certo semplice, e come si legge su Idealista, che ha analizzato la case history di New York, le sfide della conversione sono state diverse:
- adattare gli spazi alla vivibilità;
- ottenere luce e ventilazioni sufficienti per i parametri di abitabilità;
- evitare colonne e strutture portanti nella divisione degli spazi;
- creare dei micro-mondi con tutti i servizi;
- portare a termine i lavori nei tempi prestabiliti.
Come dimostrano i fatti però, i risultati sono stati raggiunti in maniera ottimale. Tanto che molti di questi edifici ospitano anche spa, toelette per animali, aree bimbi e addirittura dei simulatori di golf! La platea degli acquirenti è molto esigente e ricerca esclusività, per cui l’inclusione di servizi aggiuntivi è parte integrante dell’investimento e della nuova destinazione d’uso.
Quello che viene da chiedersi è se tutto ciò sia realizzabile anche in Italia. La risposta è complessa, e non può essere certa. Sicuramente infatti, ci vorrebbe parecchio tempo, non abbastanza per risolvere le criticità del momento per quanto riguarda il mercato immobiliare. Inoltre, servirebbero interventi governativi e legislativi a regolare questo tipo di conversione massiccia e più flessibilità nel cambio di destinazione d’uso rispetto alla normativa attuale. Infine, servirebbero fondi e investitori.