Usare il flipping immobiliare per guadagnare: ecco come
Sempre più investitori decidono di usare il flipping immobiliare per guadagnare, ma in cosa consiste di preciso, e come fare per utilizzare questa tecnica nel modo giusto e non rimetterci? Ecco una guida completa e tutti i segreti di questo metodo di investimento.

Da qualche anno a questa parte in TV si affollano i programmi di ristrutturazione delle proprietà immobiliari e la loro successiva rivendita, con guadagni da capogiro. In tanti quindi, vedendo quanto (apparentemente) sia facile comprare una casa, ristrutturarla e rivenderla ad un prezzo più alto, sognano di farlo a loro volta e inserirsi in questo modo nelle compravendite immobiliari. L’interesse verso le operazioni di investimento immobiliare vanno, ovviamente, ben oltre l’interesse mediatico, però, e questa tecnica esiste da tantissimo tempo.
Oggi si chiama flipping immobiliare, ma in passato veniva definito semplicemente acquisto e rivendita, e in realtà in questo consiste. La realtà dei fatti però, sebbene detta così sembri facile da gestire, è nettamente diversa, perché per fare flipping immobiliare nel modo giusto e ottenere quindi i guadagni che si desiderano, si devono fare le cose per bene e non improvvisarsi esperti. Ecco una guida completa al flipping immobiliare, per imparare a investire nel modo giusto e soprattutto a valutare attentamente su quali immobili puntare.
Usare il flipping immobiliare per guadagnare

Per flipping immobiliare si intende un’operazione immobiliare in cui un investitore acquista un immobile, lo ristruttura (o comunque lo sistema) e poi lo rivende ad un prezzo più alto di quello che ha pagato per comprarlo. In questo modo, con una singola operazione si può arrivare a guadagnare anche decina di migliaia di euro, al netto delle tasse e delle spese.
Tra le cose da tenere presenti quando si decide di investire nel flipping immobiliare infatti, ci sono diverse spese da non dimenticare, tra cui quelle dell’agenzia immobiliare, della ristrutturazione e della plusvalenza, se si rientra nel raggio d’azione di quest’ultima. La plusvalenza va a pesare sulle rivendite che avvengono meno di 5 anni dopo l’acquisto, e pesa nella percentuale del 26% sul guadagno finale.
Le spese di ristrutturazione devono essere quanto più possibile contenute, e in questo senso sarebbe ideale trovare accordi duraturi con una ditta di fiducia, che a fronte di diverse ristrutturazioni garantisce un prezzo più basso. Quella dell’agenzia immobiliare, infine, è una spesa necessaria perché serve conoscere nel dettaglio il mercato della zona dove si sceglie di investire. Infatti, scegliere l’immobile giusto è cruciale per portare a termine un’operazione di successo.
Scegliere l’immobile giusto

Alla base del flipping immobiliare, ora che è chiaro cos’è e come funziona, deve necessariamente esserci un immobile adatto a questo tipo di operazione, ma come sceglierlo? Le caratteristiche che deve avere un immobile per essere appetibile agli occhi di un investitore sono generalmente queste:
- trovarsi in una zona centrale o di alto interesse;
- avere caratteristiche strutturali che incontrano le richieste del mercato;
- avere una planimetria facilmente modificabile;
- avere un prezzo in linea o inferiore con il valore di mercato.
Queste sono tutte caratteristiche che rendono un immobile facile da rivendere. Un bravo investitore deve avere un occhio attento verso questi aspetti, se vuole ottenere un buon guadagno in poco tempo. Infine, una buona tecnica di investimento può sfruttare i nuovi mutui green, e non dimenticare gli effetti delle compravendite sull’ISEE personale.