L’Ue aggiorna la roadmap: taglio del 90% delle emissioni entro il 2040

Autore:
Carmine Caruso
  • Giornalista
Tempo di lettura: 4 minuti

L’Ue ha raccomandato agli Stati membri una riduzione del 90% dell’emissioni climalteranti entro il 2040. Un passo fondamentale per raggiungere l’obiettivo Net Zero entro il 2050. 

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L’Ue ha aggiornato la propria tabella di marcia al fine di raggiungere l’obiettivo emissioni nette zero entro la metà del secolo. In particolare, la Commissione europea, lo scorso 6 febbraio, ha raccomandato agli Stati membri dell’Unione di tagliare del 90% le emissioni di gas serra entro il 2040.

L’Ue aggiorna la propria strategia: riduzione del 90% delle emissioni entro il 2040

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All’interno del testo elaborato dalla Commissione sono analizzati tre possibili scenari di riduzione:

  • Fino all’80%;
  • Tra l’85% e il 90%;
  • il 90% e il 95%.

Considerando che l’obiettivo di riduzione fissato dal Green Deal prevede entro il 2030 un taglio delle emissioni pari al 55%, raggiungere il -90% entro il 2040 appare come una tappa scontata nel cammino verso la completa decarbonizzazione. A chi protesta per i costi della transizione, la Commissione ha ricordato che non rispettare la soglia di 1,5° C stabilita dall’Accordo di Parigi potrebbe generare dei costi aggiuntivi equivalenti a 2,4 trilioni di euro entro il 2050.

Nello stesso tempo è doveroso però segnalare alcune lacune nel documento, soprattutto per quanto riguarda il settore dell’agricoltura. La cosiddetta protesta dei trattori sembra infatti aver fatto breccia nei piani alti dell’Europa, tanto è vero che all’interno del testo della Commissione non compare alcun obiettivo specifico da raggiungere per la riduzione delle emissioni agricole.

L’unico riferimento è racchiuso in questo passaggio:

Come tutti gli altri settori, le attività agricole svolgono un ruolo importante nel raggiungimento degli obiettivi climatici dell’UE per il 2040, contribuendo al tempo stesso alla sovranità alimentare dell’UE.

Inoltre, sempre il 6 febbraio, Ursula von der Leyen, presidente della Commissione,  ha annunciato il ritiro della proposta legislativa sull’uso sostenibile dei pesticidi, lanciando al contempo nuove proposte in favore degli agricoltori, come sussidi pubblici maggiormente corposi e con meno vincoli  e un’etichettatura premium, in collaborazione con rivenditori e trasformatori, per chi rispetta le regole della Politica agricola comune (Pac).

Resta l’incognita legata alle prossime elezioni

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Ma, al di là di tutto, la vera incognita per le politiche green di Bruxelles è rappresentata dalle imminenti elezioni europee in programma nel prossimo mese di giugno. Il nuovo assetto del Parlamento sarà infatti determinante per capire se l’Unione sarà in grado di proseguire sulla strada tracciata finora.

La Comunicazione sul nuovo target di riduzione delle emissioni entro il 2040 ha generato reazioni contrastanti. Soddisfatta Legambiente, che, attraverso il proprio presidente Stefano Ciafani, ha dichiarato:

Si tratta di un’importante decisione politica che avrà un forte impatto sul futuro del Green Deal Europeo. Ora l’Europa faccia un ulteriore passo in avanti e metta in campo un’ambiziosa azione climatica in grado di raggiungere zero emissioni nette già nel 2040 fissando un calendario (2030 per il carbone, 2035 per il gas e 2040 per il petrolio) per il phase-out dei combustibili fossili. La palla passa ora ai governi nazionali e in questa partita sarà cruciale anche il ruolo dell’Italia. Il nostro auspicio è che assuma al più presto una posizione altrettanto ambiziosa come hanno fatto già Germania e Francia, che insieme ad altri 9 Paesi – Spagna, Olanda, Danimarca, Austria, Finlandia, Irlanda, Lussemburgo, Portogallo e Bulgaria – si sono già espressi a favore di un target ambizioso, cruciale per un nuovo Green Deal Europeo.

Meno entusiastico il commento di Greenpeace, che avverte:

I piani della Commissione europea prevedono ancora un ruolo per il petrolio e il gas nei prossimi decenni, quando l’UE dovrebbe raggiungere la neutralità climatica entro il 2040 per essere in linea con l’Accordo sul clima di Parigi. La Commissione incoraggia inoltre un ruolo significativo per l’energia nucleare, che rischia di sottrarre fondi a progetti che potrebbero mettere in funzione l’elettricità rinnovabile o ridurre gli sprechi energetici in modo rapido ed economico, mentre le centrali nucleari superano di miliardi il bilancio e con molti anni di ritardo. Le vecchie bozze dell’annuncio della Commissione e le recenti raccomandazioni del Comitato consultivo scientifico europeo sui cambiamenti climatici includevano la necessità di ridurre le emissioni del settore agricolo e di porre fine ai sussidi per i combustibili fossili.

Taglio del 90% delle emissioni entro il 2040: foto e immagini