Dall’Ue un nuovo provvedimento per contrastare il greenwashing

Autore:
Carmine Caruso
  • Giornalista
Tempo di lettura: 4 minuti

Nei giorni scorsi l’Ue ha approvato un nuovo provvedimento a tutela dei consumatori finalizzato a contrastare il greenwashing e l’obsolescenza programmata. 

ue provvedimento greenwashing
Photo by Dusan_Cvetanovic – Pixabay

L’Unione europea imprime un’altra spinta in termini ecologici attraverso un nuovo provvedimento mirato a contrastare le pratiche di greenwashing, ossia il cosiddetto ambientalismo di facciata.  Utilizzando questa tattica infatti, aziende o altri enti, accade anche nell’ambito istituzionale e politico, costruiscono un’immagine positiva di se stessi sotto il profilo green, distogliendo gli occhi dell’opinione pubblica dagli effetti negativi per l’ambiente delle loro attività o prodotti.

Dall’Ue un nuovo provvedimento per contrastare il greenwashing

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Photo by anncapictures – Pixabay

Grazie all’intervento da parte dell’UE d’ora in poi non sarà più possibile nascondere la polvere sotto il tappeto. La nuova norma è stata studiata infatti appositamente per tutelare i consumatori da quelle pratiche commerciali che risultano false e ingannevoli, e, nello stesso tempo, per  aiutarli a compiere scelte di acquisto più informate dal punto di vista ambientale. Oltre al greenwashing la direttiva prende di mira anche il rischio di obsolescenza programmata, un’altra strategia industriale il cui obiettivo può essere riassunto attraverso una formula che suona come una parola d’ordine: spingere le persone ad acquistare frequentemente.

Il nuovo provvedimento, approvato dall’Europarlamento con 593 voti favorevoli, 21 contrari e 14 astensioni, va ad integrare quello sulle asserzioni ambientali ancora in fase di discussione.

Questa legge cambierà il quotidiano di tutti gli europei. Ci allontaneremo dalla cultura dello scarto, renderemo più trasparente il marketing e combatteremo l’obsolescenza prematura dei beni. Le persone potranno scegliere prodotti più durevoli, riparabili e sostenibili grazie a etichette e pubblicità affidabili. Soprattutto, le aziende non potranno più ingannare le persone dicendo che le bottiglie di plastica sono buone perché l’azienda ha piantato alberi da qualche parte, o dire che qualcosa è sostenibile senza spiegare come. Questa è una grande vittoria per tutti noi

ha spiegato la relatrice Biljana Borzan.

Addio alle etichette ingannevoli

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Photo by stevepb – Pixabay

Le nuove regole puntano a rendere le etichette dei prodotti più trasparenti e affidabili. Viene quindi messo al bando, se non supportato da prove, l’utilizzo di indicazioni generiche come “rispettoso dell’ambiente”, “rispettoso degli animali”, “verde”, “naturale”, “biodegradabile”, “a impatto climatico zero” o “eco”.

Inoltre non sarà consentito l’uso di quelle dichiarazioni che indicano un impatto ambientale neutro, ridotto o positivo a causa della partecipazione a sistemi in grado di compensare le emissioni (“offset” in inglese).

In più sarà autorizzato soltanto l’utilizzo di marchi di sostenibilità basati su sistemi di certificazione approvati (o creati) da autorità pubbliche.

Invece, in merito all’obsolescenza programmata, le nuove regole vietano:

  • le indicazioni infondate sulla durata (un esempio può essere rappresentato dal dichiarare che una lavatrice durerà per 5.000 cicli di lavaggio, se ciò non è esatto in condizioni normali),
  • sollecitare la sostituzione di i beni di consumo prima del necessario (come accade, ad esempio, con l’inchiostro delle stampanti)
  • false dichiarazioni sulla riparabStilità di un prodotto.

In futuro è previsto anche che le informazioni sulla garanzia dovranno essere più visibili e verrà realizzato un nuovo marchio con lo scopo di dare maggiore risalto ai prodotti con un periodo di garanzia più lungo.

La direttiva dovrà ora ricevere l’approvazione definitiva del Consiglio per essere poi pubblicata nella Gazzetta ufficiale. Dopodiché gli  Stati membri avranno 24 mesi di tempo per adeguarsi alle nuove regole.

Nuove regole contro il greenwashing: foto e immagini