Uccelli migratori a rischio per colpa del cambiamento climatico

Autore:
Marica Maria Musumarra
Tempo di lettura: 3 minuti

Il cambiamento climatico e l’aumento delle temperature hanno influito negativamente anche sulla salute e sull’equilibrio delle brughiere, luoghi di sosta degli uccelli migratori.

Uccelli Migratori
Photo by Kranich17 – Pixabay

Durante i loro viaggi e continui spostamenti, gli uccelli migratori dipendono dalle antiche brughiere, dove sostano per riposare, rifocillarsi e riprodursi. Purtroppo, però, l’aumento delle temperature e le ondate di calore sempre più frequenti stanno mettendo a dura prova questi ecosistemi di per sé già molto fragili, sottoponendoli a stress mai visti prima. E se le brughiere si indeboliscono, inevitabilmente anche gli uccelli migratori ne pagano le conseguenze.

Gli effetti dell’aumento delle temperature

Nell’ultimo anno in Europa si sono registrate temperature da record. Già il mese di maggio 2024, diversamente dagli anni precedenti, ha raggiunto temperature superiori di 1,5°C rispetto alla media dell’epoca preindustriale, conquistando il titolo di “maggio più caldo di sempre”.

Proseguendo, le temperature medie per la primavera marzo-maggio 2024 sono state di 1,50°C più calde rispetto alla media del 1991-2020, stabilendo il record per la stagione, stando a quanto riportato da Copernicus Climate.

Questo incremento considerevole delle temperature ha provocato anche l’aumento delle concentrazioni di ozono nel suolo, il che si traduce in ulteriore stress sia per la flora, che per la fauna delle brughiere. Livelli elevati di ozono possono, infatti, danneggiare i tessuti delle piante e ridurre la disponibilità di cibo per gli uccelli.

Ad agosto i livelli di ozono in Europa sono particolarmente elevati, così come stato nel mese di luglio, registrando picchi giornalieri superiori a 200 μg/m³ in occasione delle intense ondate di calore. Un vero e proprio patimento per gli ecosistemi delle brughiere.

Caldo e uccelli migratori

Le ondate di calore che si sono susseguite nel 2024 e che, ancora adesso, non accennano ad arrestarsi, hanno ridotto del 15% alcune popolazioni di uccelli che sfruttano, appunto, le brughiere di tutta Europa come luoghi di sosta.

In particolare, sono state colpite specie come lo spioncello, che fa molta fatica a sopravvivere dopo le lunghe migrazioni dall’Africa sub-sahariana proprio per via delle condizioni non particolarmente ottimali che trova al suo arrivo.

Le brughiere sono a dir poco vitali

Le brughiere si trovano un po’ ovunque in Europa, soprattutto in Germania, Danimarca, Paesi Bassi, Francia, Spagna e Regno Unito. Sono indispensabili per gli uccelli migratori, perché si rivelano veri e propri luoghi adatti per il riposo, l’approvvigionamento di cibo e la riproduzione.

I Paesi appena elencati, però, sono continuamente sottoposti a stress climatici non indifferenti che vanno a intaccare inevitabilmente il delicato equilibrio ecologico presente nelle brughiere. Negli ultimi 10 anni, infatti, le brughiere europee hanno subìto danni ingenti: tra il 2000 e il 2018, per esempio, la loro estensione si è ridotta dell’1,2% a causa di rimboschimento, incendi ed espansione urbana, fattori accompagnati dall’aumento delle temperature e dalle ondate di calore.

Brughiera
Photo by Gamopy – Pixabay

Un vero e proprio colpo basso per gli uccelli migratori e per gli uccelli in generale, così importanti per la sopravvivenza degli ecosistemi mondiali. Basti pensare che, per esempio, gli uccelli marini aiutano a monitorare l’inquinamento da mercurio nel mare, dimostrandosi grandi alleati della salute dell’ambiente.

Uccelli migratori a rischio per colpa del cambiamento climatico: foto e immagini