Terra dei Fuochi: nuova emergenza ecologica in Campania

Autore:
Domenico Papaccio
  • Giornalista
Tempo di lettura: 3 minuti

Legambiente torna a parlare della Terra dei Fuochi e lo fa dati alla mano. Un documento che ci mostra un terribile grandangolo sull’attuale disastro ecologico ed ambientale che soffoca ancora oggi le bellissime terre della Campania. Aumento dei controlli sempre più urgente.

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Terra dei Fuochi

Inquinamento industriale, foto presa da Shutterstock (royalty free)
Foto presa da Shutterstock (royalty free)

La Terra dei Fuochi è tornata ad essere argomento di rilevanza a seguito della condanna della Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha inflitto all’Italia. Un evento che ha fatto ancor più scalpore per la motivazione della sentenza, ovvero non aver fatto nulla di concreto per fermare quella modalità nociva per l’uomo e l’ecosistema. Una decisione motivata dunque dalla volontà di richiamare la responsabilità civile e politica di fronte a conseguenze tuttora presenti per il clima e l’ambiente dei territori presenti tra Napoli e Caserta.

Per decenni infatti quella che è ormai tragicamente conosciuta come Terra dei Fuochi è stata coinvolta per interramenti di rifiuti e incendio di rifiuti tossici, causando un fenomeno di inquinamento atmosferico pari al disastro biologico, avvelenando acqua, terra ed aria. Carnefice di questo territorio come ormai è ben noto sono le “ecomafie”.

Queste organizzazioni criminali sfruttano spesso con la complicità delle stesse istituzioni per immettersi nello smaltimenti di rifiuti, in modo illecito e malverso. Un fenomeno che ancora ben presente in Italia, come si è rivisto in occasione del “Rapporto Ecomafie” tenutosi a Napoli lo scorso marzo 2025.

Legambiente, per la “Terra dei fuochi”

Inquinamento prima causa di morte al mondo
Autore: prostooleh / Freepik

A questo documento si accompagna quanto ha invece detto sulla Terra dei Fuochi l’ente di tutela e patrimonio ecologico ed ambientale, Legambiente. Un rapporto che ci dice quanto ancora bisogni lavorare per salvaguardare questo luogo che metaforicamente “brucia ancora”. Il testo stilato da Legambiente sulle ecomafie e sui reati ambientali per l’anno 2023 registrano un’impennata dell’illecito connesso ai danni all’ecosistema. Secondo l’ente ambientalista nel nostro paese si rileva un +15,6%, dato seguito dai quasi 36mila illeciti sul piano penale calcolati. Insomma, in Italia ogni giorno vengono compiuti 97,2 reati a sfondo ambientale ed ecologico, con introiti illegali pari a 8.8 miliardi di euro che entrano nelle mani delle ecomafie.

Un fenomeno che come avverte Legambiente non coinvolge solo la Campania, ma trova largo seguito anche in altre aree del Mezzogiorno con presenze e infiltrazioni illeciti e criminali anche in altre regioni del centro e del nord dello stivale. Se infatti in Campania, Sicilia, Puglia e Calabria troviamo la massima concentrazione di reati ambientali, pari a 43, 5% il resto si spalma per tutto il territorio della Penisola.

In particolare, osserva Legambiente ad oggi le ecomafie sono ben radicalizzate in alcune precise direttive del mercato illegale dello smaltimento dei rifiuti, come nel comparto edile e lo smaltimento del cemento e dell’amianto. Una strategia che permette un contatto più ravvicinato tra danaro e scarsi controlli sul rapporto tra territorio, aziende e istituzioni.

A questo, come richiamato negli ultimi tempi dall’organizzazione ecologica è la riapparizione in numerose aree, a partire dal territorio campano di discariche abusive in spazi extra urbani, campagne e svincoli autostradali. Fattori che fanno ritornare a galla lo spettro dei fuochi che bruciano.

Terra dei Fuochi: foto e immagini