Sui monti italiani un esempio di turismo sostenibile: funziona così

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Erika Fameli
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Sui monti italiani un esempio di turismo sostenibile, che si configura come un vero e proprio laboratorio di sviluppo del territorio e che intende raggiungere obiettivi economici senza passare per lo sfruttamento dell’ambiente naturale. Ecco come funziona il progetto.

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Montagna, Trekking
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Quattro anni fa Avanzi, impresa benefit milanese ha avviato un progetto chiamato Casa del Parco dell’Adamello, con l’intento di trovare un compromesso tra la valorizzazione del territorio e dell’ambiente e gli obiettivi economici, che permettono alla comunità di sostentarsi senza bisogno di chiedere finanziamenti esterni, e senza gravare sull’ecosistema montano, principale risorsa del luogo.

Si tratta di una piattaforma di sviluppo del territorio e, come spiega Giovanni Pizzocchero, responsabile del progetto, questo tipo di montagna può non essere l’ideale per il mondo social, ma regala un’esperienza unica a chi cerca contatto con la natura e autenticità: chi viene qui diventa parte del team, e aiuta a smontare i luoghi comuni.

Sui monti italiani un esempio di turismo sostenibile

Montagna, Trekking
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Ai margini del bosco bresciano di Cevo si riscopre lo spirito autentico della montagna, inframezzando il relax con attività sociali e per l’ambiente che comprendono:

  • dibattiti,
  • laboratori,
  • iniziative green.

Si tratta di un esempio di turismo sostenibile da cui attingere per sviluppare un modello dall’impatto pari a zero, che oltre a fare attenzione all’ambiente valorizza anche il territorio e lo mette a disposizione per una fruizioni responsabile dei visitatori. Dalle arrampicate alle escursioni, qui non si corre il rischio di annoiarsi, e tra le tante attività outdoor che si possono sperimentare in Val Saviore, e Val Camonica, non mancano le uscite culturali alla scoperta delle incisioni rupestri e della storia locale. Ogni anno, la Casa del Parco dell’Adamello si fa promotrice di circa 40 eventi, che hanno come obiettivo quello di rinnovare le energie della comunità. Pizzochero spiega che:

Il fil rouge del 2026 ruota attorno al concetto di fuoripista, della capacità di resistere vivendo sul bordo. Parliamo di disabilità, impresa in montagna, modelli ricettivi slegati dall’industria della neve. Quest’anno abbiamo attivato 19 contratti, siamo il primo datore di lavoro della valle. Non solo, nella società di gestione sono entrati anche un paio di abitanti. La comunità inizia a crederci.

Un ribaltamento del paradigma

Montagna, Trekking
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Quello che sta proponendo la Casa del Parco dell’Adamello è un ribaltamento del paradigma, che invita la comunità locale a scegliere le aree interne rispetto alle metropoli, e i turisti a scoprire anche le località meno famose e affollate per le proprie vacanze. Per farlo, oltre ai tanti progetti già attivi, si dovrà costruire percorsi più piccoli, che mettano le persone al centro e che mettano in connessione il territorio con chi viene a visitarlo. Un esempio di questo tipo viene proprio dalla gente del posto, che ha inserito storie, consigli, itinerari e suggerimenti per i visitatori in una scatola di cartone, per guidarli verso i luoghi più suggestivi dell’area e far vivere il territorio come farebbero loro.

Nella sua accezione più ampia, il progetto intende salvare la montagna dalla desertificazione, e proteggerla anche dal disboscamento, tutelando la biodiversità e l’intero ecosistema montano. Progetti simili esistono anche in altre zone d’Italia, come ad esempio la Val d’Ossola, in Piemonte. Qui l’associazione Crava Persa ha lanciato una scuola errante, che porta a spasso per i sentieri gli escursionisti della domenica, i vecchi residenti e i neo abitanti ripristinando, lungo il percorso, la segnaletica e la sicurezza, coinvolgendo la comunità nel rammendo del territorio.

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