Stop imballaggi di plastica al supermercato, saranno compostabili

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Erika Fameli
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Stop imballaggi di plastica al supermercato per frutta e verdura: un decreto-legge del 4 agosto modifica il Codice dell’ambiente e introduce l’obbligo di compostabilità per alcune specifiche categorie di imballaggi. Ecco tutto quello che c’è da sapere sulla misura e quando entrerà in vigore.

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Imballaggi, Plastica
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Fare la spesa al supermercato vuol dire, tra le altre cose, anche imbattersi in una quantità spropositata di plastica, soprattutto quando si cercando le confezioni già incartate di alimenti freschi. D’ora in avanti, però, le cose cambieranno parecchio tra gli scaffali dei punti vendita: un decreto-legge approvato il 4 agosto scorso, ha infatti modificato il Codice dell’ambiente e ha introdotto l’obbligo di compostabilità per alcune specifiche categorie di imballaggi.

Si tratta di una misura che anticipa l’applicazione delle nuove possibilità previste dal Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR) e che impone ai mercati e supermercati italiani di rispettare nuovi requisiti ambientali per poter commercializzare gli imballaggi. Ecco cosa prevede il decreto-legge e quando entrerà in vigore la misura.

Stop imballaggi di plastica al supermercato

Plastica, Supermercato
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Alcuni imballaggi monouso che si vedono nei supermercati italiani spariranno per sempre, e con loro la plastica che producono e che è sempre più difficile da smaltire. A dirlo è un decreto-legge del 4 agosto 2026, che anticipa l’applicazione del Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti che li riguardano e che introduce, per alcune specifiche categorie di imballaggi, l’obbligo di compostabilità. In particolare, i requisiti indispensabili da rispettare per la commercializzazione sono la biodegradabilità, la compostabilità e la certificazione di compostabilità o biodegradabilità.

Non basta più, quindi, che un imballaggio sia riciclabile, e si passa al livello successivo. La normativa europea in vigore dal 12 agosto, infatti, permette agli Stati membri dotati di sistemi adeguati per la raccolta e il trattamento della frazione organica di prevedere questi requisiti al posto della riciclabilità. L’obbligo riguarderà le categorie considerate più adatte ad essere gestite insieme ai rifiuti organici, e non tutti gli imballaggi in modo generalizzato.

Quali imballaggi riguarda la misura

Supermercato, Frutta
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A dover cambiare materiale saranno gli imballaggi impiegati per il confezionamento di:

  • prodotti ortofrutticoli freschi preconfezionati di peso inferiore a 1,5 kg;
  • gli imballaggi di plastica monouso per alimenti e bevande, riempiti e destinati al consumo nei locali del settore alberghiero, della ristorazione e del catering;
  • gli imballaggi di plastica monouso utilizzati nel settore alberghiero, della ristorazione e del catering contenenti porzioni individuali di condimenti, con alcune eccezioni;
  • gli imballaggi flessibili monouso per cosmetici e prodotti per l’igiene destinati all’utilizzo nel settore ricettivo.

In questo modo si intende favorire una gestione più efficace della frazione organica, e permettere di trattare gli imballaggi compostabili insieme ai rifiuti organici nei sistemi di compostaggio (solo se progettati e opportunamente certificati per tale scopo). La misura ha l’obiettivo di sostenere la filiera italiana delle bioplastiche compostabili e le aziende che le utilizzano per i propri imballaggi. Si tratta di una filiera già ampiamente sviluppata nel nostro Paese, ma che ha ancora enormi margini di crescita.

Interessando solamente alcune categorie di imballaggi, la misura non vuole essere un addio definitivo alla plastica nei supermercati, ma un primo importante passo in quella direzione, con l’obiettivo di ridurre l’inquinamento da plastica e favorire una circolarità più completa. Riguardo le tempistiche di attuazione, il decreto-legge entrerà in vigore con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e dovrà poi essere convertito in legge entro 60 giorni. In linea di massima, quindi, le nuove regole dovrebbero entrare in vigore entro la fine dell’anno, salvo ritardi nella pubblicazione.

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