Accordo sui rifiuti derivanti dagli imballaggi: l’Ue stabilisce nuove norme

Autore:
Carmine Caruso
  • Giornalista
Tempo di lettura: 4 minuti

Raggiunto un accordo provvisorio tra Consiglio Ue e Parlamento europeo sulle nuove norme che andranno a regolamentare i rifiuti prodotti dagli imballaggi. 

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Negli ultimi giorni il Consiglio Ue e il Parlamento Europeo hanno raggiunto un’intesa provvisoria sulla proposta di regolamento che riguarda il packaging e i rifiuti derivanti dagli imballaggi. L’obiettivo finale  – come affermato in una nota dallo stesso Consiglio –  è quello di affrontare l’aumento dei rifiuti di imballaggio prodotti nell’Unione europea, armonizzando il mercato interno degli imballaggi e promuovendo l’economia circolare.

Rifiuti derivanti dagli imballaggi:  nuove norme da parte dell’Ue

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L’intesa raggiunta da Consiglio ed Europarlamento, in accordo con quanto proposto inizialmente dalla Commissione europea, prevede un calo progressivo dei rifiuti da imballaggio, che dovrà rispettare i seguenti parametri:

  • il 5% entro il 2030,
  • il 10% entro il 2035;
  • il 15% entro il 2040.

A partire dal 1° gennaio 2030 verranno messi al bando alcuni formati di imballaggi in plastica monouso, tra cui quelli utilizzati per frutta e verdura fresca non trasformata, imballaggi per alimenti e bevande riempiti e consumati in bar e ristoranti, porzioni individuali (come condimenti, salse, panna, zucchero),  prodotti in miniatura per gli articoli da toilette negli alberghi e la pellicola utilizzata per avvolgere le valige all’interno degli aeroporti.

I limiti previsti dall’accordo riguardano soltanto gli imballaggi in plastica, ma perdono la propria validità se questa è compostabile, e viene raccolta e smaltita come in Italia, o nel caso di imballaggi compositi. L’esenzione resta in vigore se si mette a rischio la deperibilità del prodotto. Scatta inoltre il divieto per le borse in plastica molto leggere (sotto i 15 micron) e viene bandito l’utilizzo dei cosiddetti orever chemicals (come i Pfas) negli imballaggi a contatto con gli alimenti.

Questo regolamento mira a ridurre i rifiuti causati dagli imballaggi, rendendoli più sostenibili, garantendo al contempo i più elevati standard di gestione dei rifiuti

ha commentato la presidenza belga di turno.

L’elenco di deroghe ed esenzioni

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L’accordo provvisorio introduce una deroga generale della durata di cinque anni, rinnovabile attraverso il raggiungimento degli obiettivi di riutilizzo a condizioni specifiche, tra cui:

  • Lo Stato membro esentato superi del 5% gli obiettivi di riciclaggio da centrare entro il 2025 e si prevede che superi di 5 punti percentuali gli obiettivi di riciclaggio per il 2030;
  • Lo Stato membro esonerato sia sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi di prevenzione dei rifiuti;
  • Gli operatori adottino un piano aziendale di prevenzione e riciclaggio dei rifiuti in grado di contribuire al raggiungimento degli obiettivi di prevenzione e riciclaggio dei rifiuti stabiliti dal regolamento.

Esenti dal raggiungimento degli obiettivi stabiliti dalle nuove norme anche le microimprese, mentre gli operatori economici potranno formare un pool di cinque distributori finali per raggiungere gli obiettivi di riutilizzo delle bevande. E’ stato inoltre fissato l’obbligo per le attività di take-away di offrire ai clienti la possibilità di portare i propri contenitori da riempire con bevande o cibi pronti. In più, entro il 2030, le attività di asporto dovranno fornire il 10% dei prodotti in formati di imballaggio riutilizzabili. Secondo le nuove direttive, entro il 2029, gli Stati membri dovranno garantire la raccolta differenziata di almeno il 90% all’anno delle bottiglie di plastica monouso e dei contenitori metallici per bevande.

Prima di essere pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Ue, l’accordo raggiunto da Consiglio e Parlamento dovrà attraversare l’iter di approvazione definitiva.

Soddisfazione parziale da parte dell’Italia, che, nello scorso mese di dicembre. era stato l’unico tra i ventisette Paesi membri dell’Unione a votare contro l’adozione del mandato negoziale del Consiglio Ue sul regolamento imballaggi.

L’esito del trilogo sul regolamento imballaggi, che viene incontro su alcuni punti alle posizioni dell’Italia, conferma la bontà delle nostre proposte per tutelare ambiente e imprese. Parziale soddisfazione per la deroga orizzontale agli obblighi di riuso e alle restrizioni che sono state circoscritte. È chiaro che non è abbastanza e serve ancora un surplus di riflessione

ha affermato la viceministro all’Ambiente Vannia Gava.

È il migliore accordo possibile per l’Italia: i fattori che avevano motivato il voto contrario al Consiglio Ue sono stati quasi totalmente tolti. Ci sono elementi che lo rendono soddisfacente

ha dichiarato invece Massimiliano Salini, europarlamentare del Ppe presente ai negoziati.

Nuove norme sui rifiuti derivanti dagli imballaggi: foto e immagini