Sicilia: un vaccino sperimentale per salvare le piante
Arriva in via sperimentale un vaccino che contribuirebbe a combattere l’emergenza siccità e le perdite di piante e vegetazione nell’isola siciliana, afflitta da gravi problematiche idriche. Importante anche il rilancio del dragaggio dei bacini e laghi.

Una nuova strada contro la siccità
L’emergenza idrica in Italia meridionale pare non conoscere nemmeno la stasi invernale. Forse perché, come ci dice Copernicus, dopo un 2024 dalla colonnina di mercurio impazzita, sta seguendo un 2025 analogo.
Una questione problematica, la siccità che proprio nell’isola di Sicilia pare continuare a mietere la sua terra, incrementando il depauperamento delle risorse minerarie del terreno. Non bastano più le tradizionali applicazioni di autobotti e cisterne, atte a contribuire ad alleviare le drammatiche condizioni per favorire l’agricoltura e gli allevamenti, oltre alle arre urbane.
La necessità di interventi mirati, spinge ogni anno la ricerca a trovare nuove soluzioni. E una pare sia in procinto di approdare a combattere lo status quo dettato dalla siccità.
Un vaccino per piante e agrumi

E’ stato di recente pubblicato l’intervento di un ricercatore dell’Università di Catania, capace di rinforzare e incrementare la resistenza ad alte temperature e disidratazione delle piante e dei tessuti vegetali. Ma andiamo con gradi.
Lo studio condotto dal ricercatore Emanuele Scialò, dottore delle ricerche del dipartimento catanese di Biotecnologiche, ha osservato che in situazioni critiche le piante, come l’uomo e l’animale, è soggetto a stress.
Uno stress dovuto in particolare al calore e all’acqua, ovvero a quelle condizioni che ne permettono la sopravvivenza. Per arginare e aumentare la resistenza, è possibile intervenire con la somministrazione di NO, ossido nitrico a piccolissime dosi. Aggiungendo questa composizione ai consueti metodi di irrigazione, questo fornisce un potenziale aiuto a sviluppare capacità di sopportazione in temperature elevate, ma ancor più a mantenersi con poca acqua.
Questa soluzione, infatti, andrebbe ad impattare positivamente su una delle massime ed urgenti questioni che inficiano la biodiversità siciliana, nonché i suoi agrumi.
Proprio la Sicilia, nell’ultimo biennio ha patito particolari perdite nel comparto della produzione agroalimentare, vedendo colpite alcune delle sue eccellenze come limoni, arance ma anche olive.
La sperimentazione e non solo

Proprio il simbolo della bontà agroalimentare dell’isola, l’agrumeto, è stato posto all’osservazione sperimentale dagli scienziati della ricerca universitaria.
Gli agrumi pertanto, per la loro composizione vengono ad essere i necessari porta-innesti, in cui proseguire la ricerca. E gli esiti sono fantasmagorici. I risultati dati in merito al Water4Agrifoog ha rinvenuto che questa tecnica è efficace al 100% e che potrebbe essere esportabile in tutte le coltivazioni.
Un piano che abbraccia il problema idrico siciliano, includendo anche quello assai grave dell’assenza e dello spreco di risorse idriche accumulate nelle dighe. Tra le soluzioni, poste dall’equipe di Water4Agrifood, vi è quello del dragaggio di fiumi e laghi, oltre che di bacini idrici per riparare alle perdite di fonti d’acqua dolce in Sicilia, col recupero di acqua.