Problema Siccità nel Mediterraneo: Catalogna, Sicilia e Sardegna le regioni a rischio
Siccità, la Catalogna ha dichiarato lo stato d’emergenza, ma il problema riguarda anche Sicilia e Sardegna che in pieno inverno sono state costrette a sono a razionare le proprie risorse idriche.

La devastante siccità che ormai da tre anni sta colpendo la Catalogna ha raggiunto il proprio apice nello scorso mese di gennaio. Per questo motivo la Generalitat de Catalunya, l’esecutivo autonomo regionale catalano, è stato costretto a dichiarare lo stato di emergenza. Ciò comporterà l’attivazione del Pla de Sequera, un Piano Speciale del sistema Ter Llobregat, studiato appositamente per superare questa drammatica situazione.
Siccità: Catalogna in emergenza, Sicilia e Sardegna razionano le risorse

Il provvedimento entrerà in vigore dopo che la risoluzione del direttore dell’Agència Catalana de l’Aigua (ACA)) sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Generalitat de Catalunya. In sostanza il Piano prevede una riduzione dell’acqua per determinati utilizzi. Nel dettaglio, è stato stabilito un limite di 200 litri per abitante al giorno in media per ogni comune.
All’interno di questa media sono, tra l’altro, compresi:
- i consumi interni;
- le attività economiche;
- i centri sanitari;
- gli utilizzi comunali;
- le perdite nelle reti di distribuzione.
Nel caso del consumo domestico il limite è fissato a 90 litri per abitante al giorno.
I comuni sottoposti al piano di emergenza sono in tutto 202. Ciò significa un razionamento delle risorse idriche per l’80% della popolazione, ossia 6 milioni di abitanti. Per far fronte a questo scenario la Generalitat ha raggiunto un importante accordo con il governo centrale, che prevede innanzitutto lo sblocco dei finanziamenti relativi a due nuovi impianti di dissalazione a Tordera e Foix, ma anche di trasferire acqua da Sagunto (Valencia) a Barcellona su 4 navi, a partire da giugno, se dovesse essere necessario. L’investimento complessivo dei due nuovi impianti di dissalazione sarà di 500 milioni di euro. I progetti saranno a carico dall’impresa statale Acquamed, con l’obiettivo di terminarli entro il 2029.
Lo sforzo congiunto ci permetterà di superare la situazione e, soprattutto, di conquistare un futuro in cui la Catalogna sia molto più resiliente ai cambiamenti climatici e possiamo continuare a guardare al futuro con la volontà di prosperità condivisa e garanzia di diritti per tutti.
ha affermato Il presidente della Generalitat, Pere Aragonès.
Un problema che riguarda tutta l’area del Mediterraneo

Il problema siccità non è però contestualizzato soltanto alla Catalogna, o, più in generale, alla Spagna, ma riguarda tutta l’area del Mediterraneo e quindi non risparmia neanche l’Italia.
In particolare le autorità e gli enti preposti sono stati costretti in pieno inverno a imporre un razionamento dell’acqua in Sicilia e Sardegna. In Sicilia, infatti, gli ultimi sei mesi del 2023 sono stati i più secchi da oltre un secolo a questa parte, con un ammanco totale di circa 220 millimetri di pioggia tra settembre e dicembre.
Le provincie più colpite sono soprattutto quelle di Enna e Catania. La capacità degli invasi siciliani è attualmente limitata a causa del sedime che via via è andato accumulandosi sui fondali. Questo non permette ai bacini di svolgere correttamente la propria funzione di riserva d’acqua.
Situazione analoga in Sardegna dove nei bacini manca oltre il 50% dell’acqua che potrebbe essere trattenuta. Per questo motivo, ad esempio, nel distretto di Posada è stata vietata l’irrigazione per garantire l’uso dell’acqua potabile.
Per quanto riguarda le altre regioni, anche nel Lazio la situazione dei laghi è molto critica. Preoccupa inoltre la condizione del fiume Tevere, la cui portata perde nell’arco di una settimana quasi 52 metri cubi al secondo.
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