Roma dice addio ai cibi ultra processati nelle scuole

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Erika Fameli
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Roma dice addio ai cibi ultra processati nelle scuole: con il nuovo bando per la ristorazione, il Comune di Roma elimina gli alimenti ultra processati dai menù scolastici e segna un passaggio storico nel contrasto alla malnutrizione infantile e agli sprechi alimentari e schierandosi dalla parte della sostenibilità: ecco come.

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I cibi ultra processati sono alimenti molto lavorati industrialmente,che contengono additivi e sono molto calorici e poco nutrienti. Un recente studio ha svelato che questi cibi hanno molte più cose in comune con le sigarette che con il cibo, e che sono progettati per creare dipendenza. Inoltre, sono associati a rischi per la salute. Per tutti questi motivi, è altamente sconsigliato inserire i cibi ultra processati nell’alimentazione dei bambini, ma la realtà è che il loro costo tendenzialmente basso, li rende una presenza fissa nei menù delle scuole.

Roma però, ha deciso di dire basta, e con il nuovo bando per la ristorazione elimina gli alimenti ultra processati dalle mense scolastiche, segnando un primato storico e un passaggio di enorme rilevanza nella lotta agli sprechi alimentari e alla malnutrizione infantile. Ecco cosa dice il bando, e come si schiera dalla parte della sostenibilità e delle filiere corte.

Roma dice addio ai cibi ultra processati

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I cibi ultra processati  sono prodotti industriali creati con lunghe lavorazioni e molti ingredienti aggiunti:

  • bevande zuccherate,
  • snack confezionati,
  • piatti pronti.

Dalle merendine confezionate alle caramelle, dai gelati ai bastoncini di pesce, dai cereali per la colazione al pane in cassetta, questi cibi sono presenti quotidianamente nell’alimentazione dei più piccoli, anche se non dovrebbero. Dalla loro ci sono colori e confezioni invitanti, facilità di preparazione e prezzi contenuti. Queste caratteristiche li hanno portati in pianta stabile anche nelle scuole, ma in quelle romane sta per avvenire una vera e propria rivoluzione.

Il Comune di Roma, infatti, ha da poco pubblicato il nuovo bando per la ristorazione, con cui ha deciso di eliminare gli alimenti ultra processati dai menù scolastici: per la prima volta in questo tipo di bando, il prezzo del pasto non sarà il criterio principale per l’assegnazione dell’appalto. Ad avere più peso saranno infatti aspetti come la qualità nutrizionale degli alimenti, la vicinanza della provenienza, il recupero delle eccedenze e le condizioni di lavoro lungo la filiera. Il nuovo appalto riguarda quasi 24 milioni di pasti all’anno su 816 scuole tra nidi, scuole dell’infanzia, primarie e medie, e raggiunge ogni giorno 150.000 bambini e ragazzi: un impatto enorme, che finalmente prenderà in considerazione i fattori giusti.

Una decisione storica

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Il bando del Comune di Roma rappresenta un primato storico, in quanto finora la scelta per l’assegnazione dell’appalto era guidata principalmente da un fattore economico, mentre ora per la prima volta compaiono tra i criteri discriminanti l’attenzione alle materie prime e alla filiera corta, così come quella verso l’ambiente. Il testo, infatti, prevede anche l’eliminazione delle stoviglie di plastica e una maggiore preparazione dei pasti direttamente nelle cucine scolastiche: una vera rivoluzione e una sorta di ritorno al passato, rispetto alle abitudini degli ultimi decenni.

Si tratta di una decisione che merita un plauso, e che mette al centro della questione non l’economia, ma la salute dei bambini e la salvaguardia dell’ambiente. Riservando un’attenzione particolare all’eliminazione degli sprechi (che a Roma serve particolarmente), la Capitale fa scuola al resto d’Italia: con questo bando, la mensa scolastica romana diventa uno strumento di educazione alimentare, con cui promuovere abitudini più sane.

Roma dice addio ai cibi ultra processati nelle scuole: foto e immagini