Recinzioni solari: la nuova svolta del fotovoltaico
Le recinzioni solari sono l’ultima frontiera del fotovoltaico, che sempre più sta ripensando il modo di vedere le superfici piane, trasformandole da elementi meramente strutturali a piccole centrali in grado di produrre energia green. Ecco come funzionano e come si possono sfruttare.
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L’avvento del fotovoltaico sta operando un cambiamento radicale nella società, e non solamente dal punto di vista elettrico. Sta insegnando, infatti, che superfici che fino a ieri servivano unicamente per scopi strutturali, oggi possono fare anche altro, e aumentare la loro efficienza e le loro funzionalità producendo energia. Iniziata con i pannelli da tetto, la rivoluzione del fotovoltaico si sta muovendo velocemente, e ora l’ultima frontiera delle innovazioni riguarda le recinzioni solari.
I confini di giardini, proprietà e persino quelli aziendali, infatti, in diversi Paesi stanno contribuendo a produrre elettricità al pari dei pannelli fotovoltaici classici. Ecco come funzionano e quali utilità si possono ricavare dalle loro nuove potenzialità.
Recinzioni solari

L’idea di applicare il fotovoltaico alle recinzioni nasce dal bisogno di non utilizzare nuove superfici (e quindi nuovo suolo) per gli impianti solari, ma sfruttare superfici già esistenti e inutilizzate in questo senso. In questo modo, cancelli, steccati e recinzioni fungono da base per l’applicazione di pannelli verticali e trasformano i confini domestici in una piccola fonte di energia. Si tratta di un ulteriore passo avanti di un settore che sta mantenendo le promesse fatte, e che in un periodo storico come quello attuale, segnato da conflitti e difficoltà energetiche, sta facendo risparmiare all’Europa miliardi di euro di importazioni di gas.
La grande potenzialità dei pannelli verticali sulle recinzioni, sta nel fatto che sono bifacciali, il che li rende capaci di catturare la luce da entrambi i lati, raddoppiando di fatto la superficie utile alla produzione di elettricità. Ovviamente, la resa in termini di produzione dipende da diversi fattori:
- orientamento,
- ombreggiamenti,
- lunghezza disponibile,
- qualità dei moduli,
- ore di esposizione al sole.
Mediamente, un pannello verticale è meno potente di un pannello inclinato, ma recupera nel momento in cui il sole è più basso, ossia al mattino e alla sera, contrariamente ai pannelli che si mettono sul tetto, che in queste fasce orarie sono meno performanti.
Quanto conviene davvero

Trattandosi di superfici non estese come possono essere quelle del tetto, le recinzioni solari riescono a garantire una quantità di elettricità tale da alleggerire i consumi quotidiani (frigorifero, luci, TV, piccoli elettrodomestici, ricariche, parte di carichi diurni). Si tratta, quindi, di una produzione elettrica non sufficiente a coprire l’intero fabbisogno familiare, ma che sicuramente aiuta a far pesare meno la bolletta. Dal punto di vista dei costi, l’installazione è più semplice rispetto a quella del fotovoltaico da tetto, in quanto evita impalcature, movimenti in quota e lavori di adeguamento del tetto.
Tirando le somme, le recinzioni solari rappresentano un’alternativa più economica rispetto al fotovoltaico da tetto classico, e possono essere anche un’aggiunta allo stesso, per aumentare ulteriormente l’efficienza domestica senza occupare il tetto comune, nel caso dei condomini. Le varianti di fotovoltaico sono sempre di più, e le recinzioni solari si sommano al fotovoltaico da balcone, a quello portatile e alle tante altre versioni già in commercio, per traghettarci verso un futuro dove l’energia solare sarà la protagonista assoluta. Già ora, la produzione da fonti rinnovabili permette all’Europa di risparmiare tantissimo, e più passa il tempo più la transizione verde avanza.