Boom dei fotovoltaici da balcone: cosa sta succedendo in Europa
La guerra spinge il green, e in Germania e Regno Unito si sta assistendo ad un vero e proprio boom di popolarità per i pannelli fotovoltaici plug-in da balcone. L’aumento del costo dei combustibili fossili sposta l’interesse verso l’energia rinnovabile, e l’Europa si attrezza con impianti domestici, ma serve fare attenzione.
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Se c’è un qualcosa di positivo che si può imparare (e attuare) dai conflitti internazionali in Medio Oriente e dal blocco dello Stretto di Hormuz, è che un cambiamento di paradigma nella gestione dell’energia è più che necessario. Queste tensioni, infatti, hanno portato a galla il problema delle dipendenza energetica europea verso paesi terzi. Inoltre, a causa dell’aumento del costo dei combustibili fossili, le bollette dei cittadini europei stanno salendo repentinamente e in maniera consistente.
Questo ha generato una reazione da un lato positiva, che però va tenuta sotto controllo. Per rispondere alla crisi, infatti, sempre più persone si rivolgono alle energie rinnovabili, e in particolar modo ai pannelli fotovoltaici plug-in da balcone. In Germania e Regno Unito si sta assistendo ad un vero e proprio boom, mentre in Italia la loro diffusione, seppur precedente, non è ancora esplosa.
Il boom del fotovoltaico da balcone

I kit plug-in sono pannelli solari facilmente installabili in autonomia sul proprio balcone o terrazzo, e che si possono trovare in negozi e supermercati. Proprio questa loro diffusione capillare e la facilità d’installazione rappresentano le fondamenta del boom che li riguarda. L’interesse verso l’energia pulita, infatti, sta raggiungendo livelli mai visti prima da parte dei consumatori privati, in seguito alle complicazioni internazionali e alla chiusura dello Stretto di Hormuz. Questi pannelli stanno riscuotendo talmente tanto successo, soprattutto in Germania e Regno Unito, che il governo ha annunciato di volerli normare appositamente.
I vantaggi che offrono questi pannelli sono numerosi e immediatamente riscontrabili:
- chiunque può installarli sul proprio balcone,
- non serve un’installatore professionale,
- iniziano da subito a produrre e consumare energia solare,
- in alcuni casi l’energia in eccesso si può anche stoccare nelle batterie,
- si risparmia in bolletta,
- si limita la dipendenza dai combustibili fossili.
La guerra spinge il green

Gli esperti dell’Institution of Engineering and Technology (IET), l’ente britannico per l’ingegneria e la tecnologia, in un articolo sul New Scientists spiegano però i rischi relativi alla sicurezza. In particolare, mettono in guardia circa il surriscaldamento dei cavi domestici e l’interferenza della corrente continua prodotta dai pannelli sui salvavita. Inoltre, se durante un blackout i pannelli continuano ad immettere energia, mettono a rischio la sicurezza dei tecnici e dell’intera rete locale. Rivolgersi ad un esperto, anche per questo tipo di apparecchi ad installazione libera, rimane la soluzione più consigliata per scongiurare qualsiasi possibile rischio e per imparare a gestire bene ogni casistica.
Per risparmiare in bolletta, questi dispositivi sono ideali, ma si deve specificare che coprono solamente il carico di base (frigorifero, router Wi-Fi, dispositivi in standby, ecc.) e che riducono solamente i costi energetici diurni. I mini-fotovoltaici da balcone si stanno diffondendo anche in Italia, ma ad un ritmo più moderato. Tirando le somme, quindi, da questa guerra in Medio Oriente potrebbe nascere un esito positivo inatteso, che porta i cittadini verso le energie rinnovabili e che spinge verso la transizione verde in modo molto più efficace di decreti e bonus fiscali. Con le dovute accortezze e precauzioni, quindi, si può iniziare a risparmiare e avviare la transizione verso un’energia più pulita in pochi minuti: è il punto di svolta che gli ambientalisti agognavano da tempo?