Primavera delle Oasi: il WWF riporta al centro la natura più fragile d’Italia

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Erika Fameli
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Con il progetto Primavera delle Oasi il WWF riapre al pubblico le zone umide protette d’Italia, per sensibilizzare sul tema e valorizzare il territorio e la sua biodiversità. In Italia, infatti, il 75% delle zone umide è già sparito, ed è necessario non peggiorare ulteriormente la situazione, ecco perchè.

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Laguna
Photo by Leolo212 – Pixabay

In Italia il 75% delle zone umide del Paese è già andato perduto, e con esso anche una quantità enorme di specie animali e botaniche. Lagune, stagni, paludi torbiere e risorgive, infatti, sono tra gli ecosistemi più ricchi di biodiversità al mondo, ma anche tra i più fragili e minacciati dall’azione dell’uomo e dal cambiamento climatico. Un dato allarmante, in questo senso, è quello che riguarda le zone in stato di conservazione inadeguato, pari al 40%.

Per sensibilizzare sul tema e avvicinare le persone agli ecosistemi umidi, il WWF lancia il progetto Primavera delle Oasi, con cui riapre al pubblico oltre 100 aree protette e racconta il ruolo centrale che queste ricoprono nella tutela degli ecosistemi e della biodiversità.

Primavera delle Oasi

Palude
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Primavera delle Oasi è l’iniziativa nazionale del WWF, che permette al pubblico di visitare più di 100 Oasi WWF, aree protette che ricoprono un ruolo centrale nella tutela degli ecosistemi e della biodiversità. Le zone umide, infatti, ricoprono una porzione limitata del territorio italiano, ma sono di vitale importanza, per diversi motivi:

  • assorbono l’acqua in eccesso durante le piogge intense;
  • riducono il rischio di alluvioni;
  • contrastano la siccità;
  • migliorano la qualità delle acque;
  • contribuiscono a mitigare il cambiamento climatico grazie alla capacità di stoccare carbonio.

Perderle equivale a provocare effetti diretti nefasti anche sulla sicurezza delle persone, oltre che un danno ambientale di enorme portata. Con il declino delle zone umide, infatti, si perde anche biodiversità, poichè nelle zone umide abitano anfibi, pesci d’acqua dolce e numerose specie di uccelli a rischio estinzione o vulnerabili, in particolar modo quelli migratori, che qui trovano dimora lungo la rotta per l’Africa.

Il progetto del WWF

Palude
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Il WWF da oltre 60 anni si occupa di preservare le zone umide e tutelarle sia dall’azione dell’uomo che dal cambiamento climatico. La prima Oasi WWF d’Italia è stata quella del Lago di Burano, in Toscana, minacciata all’epoca da caccia e degrado e diventata oggi una Riserva Naturale Statale di oltre 400 ettari, sito Ramsar e punto di riferimento per la tutela degli uccelli acquatici, con più di 300 specie che vivono stabilmente al suo interno. Grazie al progetto Primavera delle Oasi, il WWF intende proprio far scoprire questa e altre aree simili sparse lungo tutto lo Stivale. Il programma di eventi è ampio e variegato, e prevede workshop, attività di birdwatching, visite guidate ed escursioni nel verde.

Il sistema delle Oasi WWF svolge un ruolo strategico nella tutela di questi ambienti e delle specie che li abitano, facendo posizionare l’Italia al quarto posto in UE. L’obiettivo è quello di ricostruire gli ecosistemi andati perduti, creare le condizioni per il ritorno di specie in declino, ripristinare gli habitat, controllare le specie aliene e reintrodurre quelle che da tempo non vivono più in natura. Per farlo il WWF attua interventi di restauro ecologico, gestione idraulica sostenibile e molte altre iniziative, seguendo anche la direzione della Nature Restoration Law dell’UE. Questa, infatti, introduce obiettivi vincolanti di ripristino degli ecosistemi entro il 2030, tra cui figurano anche le zone umide.

Primavera delle Oasi, il WWF riporta al centro la natura più fragile d’Italia: foto e immagini