Phase-down o phase-out? Il dibattito sul fossile alla COP28

Autore:
Roberta Ciervo

Sulla scia delle dichiarazioni poco ortodosse del Presidente della COP28, Sultan al-Jaber, si apre il dibattito sui combustibili fossili.

cop28
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Sono i giorni della Conference of Parties (COP), ovvero la riunione annuale in cui i Paesi che hanno ratificato la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC) si incontrano e discutono su come far fronte ai cambiamenti climatici.

Quest’anno, la conferenza è ospitata e presieduta dagli Emirati Arabi Uniti. E già ci sono state delle prime polemiche sulle dichiarazioni del Presidente di questa COP, Sultan Ahmed al-Jaber, riguardo l’eliminazione di petrolio, gas e carbone.

Non esiste alcuna scienza che indichi sia necessario per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C rispetto ai livelli pre-industriali.

Le parole del politico e petroliere emiratino hanno fatto scalpore, come è chiaro che sia, soprattutto se si pensa che lo stesso abbia anche definito un eventuale phase-out come un ritorno alla vita preistorica.

Meno di ventiquattr’ore dopo l’uscita infelice, Sultan al-Jaber ritratta, seppur in maniera poco convincente, dichiarando che

il phase-down e il phase-out sono inevitabili.

Però, affermazioni discutibili a parte, le parole del Presidente COP28 portano alla luce un argomento che non viene discusso solitamente durante le conferenze sul clima: il ruolo dei combustibili fossili sui cambiamenti climatici.

Come mai non se ne parla?

Nazioni Unite clima
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Sembra quasi assurdo che, in una conferenza sul clima, non si parli apertamente del ruolo che i combustibili fossili hanno sul cambiamento climatico. Ma, purtroppo, questo è ciò che accade alle COP. Non solo non se ne parla, ma non se ne può parlare.

Tutto ciò è dovuto alle regole sottoscritte nell’UNFCCC, secondo cui i negoziati possono procedere solo con il consenso di tutte le parti.

Risulta chiaro come non sia possibile, a causa di questa scappatoia, accordarsi su un phase-down o un phase-out con la presenza di Paesi firmatari la cui economia si basa molto sui combustibili fossili.

Eppure, le dichiarazioni di al-Jaber mettono in primo piano quest’argomento, nonostante la discutibilità delle sue parole.

Discussioni su phase-down e phase-out: ma cosa si sta facendo?

Combustibile, Fossile
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Le questioni su phase-down e phase-out, rispettivamente diminuzione e eliminazione dell’utilizzo di combustibili fossili, sono argomenti che richiedono maggiore spazio di discussione. Ma non è questo il punto su cui mi vorrei soffermare.

Si parla molto di clima e di ambiente, di cosa si può fare per cercare di limitare le conseguenze (che stiamo già vivendo) del cambiamento climatico.

Ma, se parlarne è un bene, perchè rende consapevoli ognuno di noi, non basta solo la parola.

Sono molti gli obiettivi e gli impegni non mantenuti dai Paesi partecipanti. Secondo il rapporto United in Science 2023 dell’Organizzazione meteorologica mondiale pubblicato il 14 settembre 2023, solo il 15% degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) potrà essere conseguito entro il 2030.

E, se ciò non bastasse, molte nazioni che si dicono sostenitrici di un eventuale phase-out non mancano di attuare politiche che implicano l’esatto contrario. Esempio lampante è l’UE, che non disdegna il finanziamento di petrolio, gas e carbone pur sostenendo l’eliminazione dei fossili.

Tra il dire e il fare…