Pesticidi nei suoli europei: la contaminazione arriva al 70%

Autore:
Erika Fameli
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La contaminazione dei pesticidi nei suoli europei arriva al 70%, provocando effetti negativi su funghi, nutrienti e raccolti. Una ricerca pubblicata su Nature riapre il dibattito sull’uso dei pesticidi nell’agricoltura europea, segnalando tutti i rischi che questi possono provocare non solo alle colture, ma anche all’acqua, al suolo e, per ultimo, all’uomo.

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PESTICIDA
Photo by TruongDinhAnh – Pixabay

L’uso dei pesticidi nelle coltivazioni agricole (e non solo) sta decisamente sfuggendo di mano, e a dimostrarlo ci sono dati reali e concreti: il 70% dei terreni agricoli europei mostra tracce di pesticidi. Questo dato allarmante è stato diffuso da uno studio che ha analizzato il suolo di 26 Paesi europei e 373 campioni provenienti da:

  • campi agricoli,
  • foreste,
  • praterie.

La situazione è la peggiore di sempre, e i pesticidi sembrano essere arrivati anche dove in passato non erano mai stati applicati, probabilmente portati dal vento durante l’irrorazione. La ricerca, pubblicata su Nature, riapre il dibattito internazionale sugli effetti dei pesticidi sia sul suolo che sull’agricoltura, ma soprattutto sull’ambiente in generale e, per ultimo, sull’uomo.

Pesticidi nei suoli europei

Pesticidi
Photo by barskefranck – Pixabay

Dallo studio apparso su Nature si evince una verità sconvolgente: solo il 30% del suolo europeo è libero da pesticidi. Durante l’analisi dei campioni provenienti da tutta Europa, i ricercatori hanno individuato 63 pesticidi di uso comune, di cui oltre la metà erano fungicidi, circa il 35% erbicidi e l’11% insetticidi. I fungicidi, in particolare, colpiscono i funghi micorrizici, che collegano il terreno e le radici e la cui riduzione drastica mette a rischio la capacità delle piante di assorbire acqua e nutrienti dal suolo. In generale, un uso massiccio dei pesticidi può avere un effetto molto marcato su diversi organismi del suolo, dai funghi ai batteri, alterando il fragile equilibrio in cui vivono.

Da questa alterazione nascono non pochi disagi: i terreni perdono in parte la loro capacità nutritiva, è necessario utilizzare una fertilizzazione aggiuntiva per mantenere i raccolti, e la ripresa del suolo dall’uso dei pesticidi impiega anni per sanarsi. In poche parole, si riduce la funzione naturale del suolo, quando questo è contaminato dai pesticidi, con conseguenze significative sia dal punto di vista ambientale che da quello economico.

L’appello dei ricercatori

Pesticidi
Photo by rostichep – Pixabay

La situazione in Europa è serissima, e non si può prendere alla leggera. C’è bisogno, secondo i ricercatori, di una regolamentazione dei pesticidi più efficace e attenta alla salute del suolo, che preveda valutazioni ecotossicologiche più approfondite e che vadano oltre il semplice test sulla singola specie. Solo in questo modo, infatti, si possono dare risposte funzionali a livello di comunità e trovare un equilibrio tra la necessità di tenere lontani dai raccolti gli agenti dannosi e la salvaguardia del suolo.

Terreni agricoli (e non) contaminati dai pesticidi, infatti, non danneggiano solamente il suolo sottostante, ma l’intero ecosistema e, a cascata, anche la salute umana, che degli alimenti prodotti proprio grazie a quei pesticidi, fa la sua principale fonte di sostentamento. Anche se l’UE ha deciso di ritirare la legge per la riduzione dei pesticidi chimici, i singoli agricoltori e le singole industrie possono agire in autonomia e optare per soluzioni più naturali e sostenibili, in ottica di salvaguardare sia l’ambiente che il raccolto, e l’economia che da esso dipende. Inoltre, ridurre i pesticidi aiuta anche a migliorare la qualità dell’aria, a beneficio di tutta la popolazione europea.

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