Meno pesticidi, aria più pulita: il report Clean Air Outlook

Autore:
Roberta Ciervo
  • Laurea in Lingue e Culture Straniere
Tempo di lettura: 3 minuti

“Clean Air Outlook” conferma il miglioramento della qualità dell’aria dovuto alle norme sull’uso di pesticidi, ma la strada è ancora lunga.

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La Commissione Europea e l’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA) hanno pubblicato il loro quarto report sulla qualità dell’aria in Europa, il “Clean Air Outlook“. Questo rapporto conferma la riduzione delle emissioni di inquinanti atmosferici nei Paesi UE. Questo ottimo risultato è attribuito alle politiche ambientali prese dall’Unione negli ultimi 20 anni, soprattutto quelle riguardanti l’utilizzo di pesticidi e quelle sui rifiuti di plastica.

Però, gli esperti mettono in guardia dall’esultare troppo presto. Infatti, nonostante i progressi ottenuti, i livelli di smog sono ancora troppo elevati. Infatti, nonostante le emissioni dei cinque inquinanti atmosferici principali (biossido di zolfo ossidi di azoto, composti organici volatili non metanici, ammoniaca e materiale particolato PM2) siano diminuite drasticamente nell’ultimo ventennio, la qualità dell’aria è ancora una preoccupazione. La qualità dell’aria influisce sulla salute degli esseri umani, soprattutto nei centri urbani, e può anche danneggiare gli ecosistemi.

C’è ancora molto lavoro da fare per migliorare la qualità dell’aria

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Photo by Yamu_Jay – Pixabay

Purtroppo emergono dal rapporto delle criticità, soprattutto nelle città. Le emissioni che preoccupano ancora sono legate all’inquinamento acustico, alle microplastiche che vengono rilasciate nell’ambiente e alla produzione di rifiuti. Ma non solo. Anche le emissioni di ammoniaca preoccupano. Secondo quanto c’è scritto nel documento, otto Stati membri non hanno ancora rispettato gli impegni di riduzione delle emissioni nel 2022.

Il rapporto dichiara, a questo riguardo,

Questi Stati membri devono adottare ulteriori misure significative per ridurre le emissioni di ammoniaca alla fonte promuovendo buone pratiche agricole, anche come parte dell’attuazione della politica agricola comune da parte degli Stati membri. Sono inoltre necessarie azioni aggiuntive per limitare le emissioni di PM2, per le quali si prevede che otto Stati membri non rispetteranno i loro impegni di riduzione per il 2030.

Cosa ci aspetta in futuro?

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Mentre si aspettano le valutazioni della direttiva NEC, la quale stabilisce gli obiettivi di riduzione dei cinque inquinanti principali, i ricercatori hanno evidenziato l’importanza di applicare ulteriori misure per ridurre le emissioni. I risultati ottenuti finora mostrano come sia possibile per gli Stati dell’Unione Europea agire collettivamente per il miglioramento della qualità dell’aria. Ma il lavoro non è compiuto e c’è bisogno di nuove azioni che riducano l’inquinamento atmosferico e gli impatti che esso ha sulla salute degli esseri viventi e dell’ambiente.

Ed è proprio su questa linea che si basa il concetto One Health: sull’interconnessione tra la salute umana, animale e ambientale. Se l’aria e l’ambiente sono puliti, di conseguenza anche gli ecosistemi, gli animali e gli esseri umani saranno più sani. La Commissione Europea ha confermato di pensare in quest’ottica quando nuove misure vengono applicate. Inoltre, è importante che ogni Paese membro dell’Unione si impegni ad attuare queste politiche e che ogni Paese sia supportato.

Affinché le riduzioni previste si concretizzino, è importante attuare la legislazione esistente per intero e attingere al supporto disponibile per gli Stati membri dalla Commissione. Ulteriori azioni ridurrebbero ulteriormente gli impatti sulla salute, gli ecosistemi l’inquinamento atmosferico e l’economia.