Pavimentazione giardino: serve un permesso?
La pavimentazione da giardino rientra tra gli interventi di edilizia libera o ha bisogno di un particolare permesso edilizio? Questa è la domanda che si pongono in molti quando vogliono modificare il proprio giardino, e che grazie ad una recente sentenza del TAR di Trento è stata finalmente risolta.

Chi possiede un giardino di proprietà può decidere di rivestirlo con diversi tipi di pavimentazione. Dalla ghiaia al cemento al tek. Quello che conta, è fare le cose a norma di legge, e capire fin dove si può intervenire sulla propria proprietà autonomamente, e quando invece è necessario richiedere un permesso edilizio. Esistono, infatti, alcuni interventi che rientrano a pieno titolo nell’edilizia libera, quella ossia che non richiede alcun titolo abitativo, mentre altri necessitano di permesso per essere portati a termine.
Il nodo da sciogliere, sta nel capire se questi interventi vanno a modificare in qualche modo la destinazione d’uso dello spazio oppure no, e se alterano in maniera sensibile la permeabilità del terreno. Solamente se la risposta a una o a entrambe queste questioni è affermativa, infatti, c’è necessità di richiedere un permesso edilizio. Tutto quello che rimane escluso da queste modifiche, invece, può essere fatto in autonomia e senza bisogno di mettere al corrente il Comune.
Pavimentazione da giardino

Con la bella stagione viene spontaneo volgere i pensieri agli spazi esterni che, per tutto l’inverno, sono stati trascurati. L’estate è la stagione in cui più spesso si fanno interventi a balconi, terrazzi e giardini, proprio perché è la stagione in cui questi spazi sono maggiormente sfruttati e utilizzati. Uno degli interventi che solleva più dubbi è quello che riguarda la pavimentazione del giardino con i diversi materiali tra cui si può scegliere. Al di là della semplice estetica, le variabili per scegliere una soluzione piuttosto che un’altra sono numerose e riguardano:
- la permeabilità del terreno,
- il costo dell’intervento,
- la necessità di richiedere o meno un permesso edilizio.
Non tutte le pavimentazioni, infatti, possono essere installate liberamente e senza alcun permesso. Quello che rende necessario un permesso è, fondamentalmente, la modifica sensibile dello spazio esterno. Da un lato non si deve modificare la destinazione d’uso senza prima aver ottenuto un permesso dal Comune, dall’altro non si può compromettere o comunque modificare troppo la permeabilità del terreno per motivi di sicurezza.
Permesso o edilizia libera?

Una sentenza del Tar di Trento risalente all’inizio del 2025 chiarisce una volta per tutte che le pavimentazioni nelle aree pertinenziali degli edifici rientrano negli interventi di edilizia libera solamente se rientrano nell’indice di permeabilità dei suoli. Inoltre, se la pavimentazione non cambia la destinazione d’uso dello spazio esterno (trasformandolo, magari, in un parcheggio o in una dependance ad uso abitativo), non ha bisogno di alcun permesso edilizio per essere portata a termine.
Tutto sta, quindi, nel determinare l’impatto che gli interventi hanno sul giardino. Il Tar chiarisce inoltre che gli interventi in edilizia libera si possono eseguire in autonomia solamente:
nel rispetto delle norme antisismiche, di quelle sulla sicurezza, delle norme igienico-sanitarie, di efficienza energetica, di tutela del pericolo idrogeologico, di paesaggio e qualità architettonica, di altezze e distanze.
A far sorgere dubbi, oltre alla pavimentazione, stando così le cose, sono anche i gazebo nei giardini privati e i muri di cinta, così come le pergotende e le casette in legno. Tutti casi specifici per cui è bene informarsi preventivamente, per non rischiare di buttare soldi in opere che poi rischiano di essere rimosse.