Pannelli solari, nuova tecnica raddoppia l’energia prodotta
Un recente studio ha spinto il fotovoltaico oltre l’impossibile: grazie ad un processo noto con il nome di fissione di singoletto, è ora possibile raddoppiare l’energia prodotta dagli impianti fotovoltaici moderni e abbattere le barriere di efficienza che finora avevano rappresentato un tetto massimo insuperabile.
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Il fotovoltaico è considerato da molti come la principale via per la produzione di energia pulita del futuro, e come mezzo per uscire dalla dipendenza energetica per molti paesi. Finora però, la produzione di energia green da impianti fotovoltaici, aveva avuto come limite massimo una certa barriera di efficienza, che faceva pensare sarebbe stato impossibile produrre più energia.
Grazie ad uno studio recentissimo però, un team di ricercatori ha lasciato tutti a bocca aperta, dimostrando non solo che quel tetto massimo si può superare, ma anche che attraverso un processo ben specifico, si può addirittura raddoppiare la quantità di energia prodotta dagli impianti fotovoltaici moderni. Si tratta di una scoperta che scuote le fondamenta stesse della fotovoltaica, e che permetterebbe di accedere a livelli di energia mai nemmeno ipotizzati finora.
Raddoppia l’energia

Un recente studio pubblicato sul Journal of the American Chemical Society e condotto da un team dell’Università di Kyushu, ha dimostrato che manipolando gli stati di spin elettrico attraverso un processo dal nome di fissione di singoletto (Singlet Fission), è possibile superare le barriere di efficienza energetica che finora erano ritenute insuperabili. Queste barriere si basavano sull’assunto che in un semiconduttore tradizionale, l’eccesso di energia prodotto da ogni fotone veniva disperso sottoforma di calore, limitando il rendimento termodinamico alla soglia del materiale. I ricercatori dell’Università di Kyushu, invece, hanno dimostrato che utilizzando complessi metallici che agiscono da moltiplicatori di particelle, lo stesso fotone può generare un’energia doppia rispetto al metodo tradizionale.
Si tratta di una scoperta sensazionale, che offre numerosi vantaggi:
- l’azzeramento degli sprechi di energia,
- aumentare l’efficienza quantistica,
- massimizzare la produzione di energia a parità di superficie esposta,
- un utilizzo più profondo e meno dispersivo della radiazione solare.
Una scoperta sensazionale

Anche per i non addetti ai lavori, è facilissimo comprendere come tutti questi aspetti positivi possano tradursi in altrettanti vantaggi per i consumatori finali, primo tra tutti una maggiore disponibilità di energia pulita a prezzi più bassi. Non dovendo aumentare la superficie esposta, ma utilizzando gli stessi impianti già esistenti, non ci sarebbero costi aggiuntivi, ma il doppio della produzione con gli stessi cosi, il che potrebbe arrivare a dimezzare il prezzo finale al consumatore. Parallelamente, anche l’ambiente può ringraziare, poichè una maggiore produzione di energia pulita consente un distacco sempre maggiore dai combustibili fossili, generatori di altissime emissioni e, a causa dei recenti conflitti, anche a rischio per molti Paesi del mondo.
Questa ricerca fornisce un ulteriore impulso alle molteplici applicazioni dell’energia fotovoltaica per invertire la rotta e combattere il cambiamento climatico anche attraverso la produzione di energia verde, e avvalora la tesi secondo cui il fotovoltaico può salvarci dalla dipendenza dai combustibili fossili. L’UE è una di quelle aree che sempre più sta puntando sull’energia solare ed eolica, e che man mano sta riuscendo ad emanciparsi, riuscendo anche a far risparmiare moltissimo i suoi cittadini. Non resta che attendere lo sviluppo di tecnologie come questa, e di altre che possano, nei prossimi anni, favorire ulteriormente la transizione verde, per un pianeta meno inquinato e consumi più sostenibili.