Unione Europa: sempre più l’energia elettrica sfrutta sole e vento

Autore:
Elisa Cardelli
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Nei Paesi dell’UE, l’energia elettrica è basata sull’energia eolica e sull’energia solare. Queste fonti rinnovabili hanno assunto un ruolo sempre più importante nella produzione di energia elettrica in Europa. Gli sforzi per ridurre le emissioni di gas serra e combattere il cambiamento climatico hanno spinto molti Paesi dell’UE a investire in queste tecnologie pulite e sostenibili.

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Il mese di maggio ha segnato un traguardo storico nell’Unione Europea. Durante questo mese, infatti, l’energia eolica e solare ha superato la produzione combinata di tutti i combustibili fossili. Questa notizia entusiasmante è stata annunciata con fervore dal think tank energetico “Ember“.

Si tratta del primo mese completo mai registrato in cui le fonti di energia rinnovabile hanno generato una quantità maggiore di energia rispetto ai combustibili fossili. Circa il 30% dell’intera elettricità europea ha avuto origine dalle fonti eoliche e solari, rappresentando un notevole incremento. Al contrario, i combustibili fossili hanno raggiunto un minimo storico del 27% nella loro contribuzione alla produzione energetica complessiva.

Nell’Unione Europea è cresciuta molto l’energia rinnovabile

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Le analisi fornite da “Ember” rivelano che la crescita dell’energia solare, le prestazioni positive dell’eolico e la diminuzione della domanda di elettricità sono i fattori determinanti di questo risultato eccezionale.

Nel mese di maggio, l’energia solare ha rappresentato una quota senza precedenti del 14% dell’intera produzione di elettricità nell’Unione europea. Questo risultato straordinario è stato raggiunto nonostante la mancanza della pienezza del sole estivo. Inoltre, l’energia solare ha superato per la prima volta la generazione energetica da carbone, che ha contribuito solamente con un decimo dell’energia totale prodotta lo scorso mese.

Anche l’energia eolica ha mostrato un incremento rispetto allo scorso anno nel mese di maggio, sebbene non abbia raggiunto il record stabilito nel mese di gennaio di quest’anno, in cui ha contribuito al 23% dell’elettricità nell’Unione europea.

L’impulso verso l’installazione di nuove fonti di energia rinnovabile ha anche comportato una diminuzione nella produzione di energia da combustibili fossili nel periodo da gennaio a maggio di quest’anno, permettendo l’affermazione dell’energia solare e eolica come principali contributori.

Un esempio significativo è il Portogallo, che ha installato 0,9 GW di energia solare fotovoltaica nel 2022, incrementando la sua capacità solare di oltre il 50% a 2,5 GW, sufficienti per alimentare circa un milione di abitazioni. Questo aumento della capacità ha spinto la generazione eolica e solare del Portogallo, nel mese di aprile, a rappresentare oltre il 50% della produzione di elettricità nel paese.

Anche altri paesi dell’Unione europea, come Spagna, Svezia e Belgio, hanno raggiunto livelli record nella generazione di energia rinnovabile quest’anno.

Nell’UE si usano sempre meno combustibili fossili

L’uso di combustibili fossili, come il carbone e il gas, nell’Unione europea sta continuando a diminuire costantemente. Secondo “Ember“, nel mese di maggio il carbone ha generato solo il 10% dell’energia elettrica, mentre il gas ha raggiunto la sua quota più bassa dal 2018, pari al 15%. Questa tendenza è stata evidente già dalla fine del 2022 e si è protratta nei primi mesi dell’anno in corso, con prospettive di ulteriore riduzione nel futuro.

Anche nei paesi europei che tradizionalmente si affidavano molto al carbone, come Germania e Polonia, si è registrato un minimo storico nell’utilizzo di questo combustibile. È interessante notare che in Germania, nonostante la chiusura delle ultime centrali nucleari avvenuta solo ad aprile, l’uso del carbone è sceso ai livelli più bassi sin dal 2020. Questo indica una transizione significativa verso fonti di energia alternative e sostenibili nell’Unione europea.