Paesi UE dove è più difficile riscaldare casa: dati Eurostat
Un recente articolo di Eurostat ha rivelato quali sono i Paesi UE dove è più difficile riscaldare casa, e quali sono le popolazioni europee che hanno le difficoltà maggiori a mantenere la propria casa alla giusta temperatura. La media europea si attesta al 10,6%, ma in alcuni Paesi è molto più alta, ecco perchè.

Avere una casa adeguatamente riscaldata non è solamente un comfort per i suoi abitanti, ma anche e soprattutto un diritto. Il cambiamento climatico sta facendo aumentare le temperature in tutto il globo, e in Italia il clima è spesso mite, per cui si potrebbe non avvertire questa difficoltà come magari avviene in altre parti dell’Europa. Questo è proprio quello che ha evidenziato un recente articolo apparso su Eurostat, che svela quali sono i Paesi che in Europa fanno più fatica a riscaldare le proprie case.
A livello europeo, la fetta di popolazione che non è in grado di mantenere la propria casa con il giusto riscaldamento è pari al 10,6%. Questo dato si riferisce all’anno 2023, ed è maggiore di 1,3 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Con il 2024 appena concluso e tutte le somme da tirare, una riflessione sul riscaldamento domestico è d’obbligo. Ecco come l’Europa vive questo argomento, e come lo affronta l’Italia.
Paesi UE dove è più difficile riscaldare casa

Eurostat ha da poco pubblicato un articolo in cui parla della difficoltà degli europei di riscaldare adeguatamente la propria casa. Nell’articolo si evidenzia quali sono i Paesi che fanno parte dell’Unione Europea ad essere maggiormente in difficoltà da questo punto di vista. La media europea del 2023 si attesta al 10,6%, più alta di 1,3 punti percentuali rispetto al 2022. A registrare le percentuali di difficoltà maggiore sono:
- Spagna e Portogallo (20,8%);
- Bulgaria (20,7%);
- Lituania (20%);
- Grecia (19,2%).
Non sembrano avere di questi problemi, o quasi, i Paesi più freddi. Infatti dall’altro lato della classifica si trovano il Lussemburgo (2,1%), la Finlandia (2,6%), la Slovenia (3,6%), l’Austria (3,9%) e l’Estonia (4,1%). E l’Italia dove si piazza in questa cornice?
E l’Italia?

In questa complicata situazione europea, l’Italia si salva per il rotto della cuffia, attestando la percentuale di popolazione che non riesce a riscaldare la propria casa al di sotto della media europea. Da noi infatti, è il 9,5% degli italiani che non è in grado di mantenere un riscaldamento adeguato all’interno della propria abitazione. Sotto media, certo, ma non è un dato da sottovalutare o da accogliere positivamente. La causa di questa difficoltà risiede principalmente nel costo del riscaldamento, con il caro bollette che non vuole diminuire ma che, nel 2025, si prevede continuerà la sua corsa al rialzo.
Un altro fattore determinante si può ritrovare nella bassa efficienza degli immobili italiani, che sono principalmente in classe F e G. Questo vuol dire che gli infissi non trattengono il calore, che gli impianti di riscaldamento sono spesso datati e poco efficienti, e che per riscaldare un appartamento si consuma molta più energia del necessario, trovando poi tutto questo in bollette stratosferiche. L’efficienza energetica è un lusso per molti italiani, e il fatto di trovarci al di sotto della media UE non dovrebbe essere motivo di gioia, ma anzi uno sprone per migliorare ulteriormente la nostra condizione.