Oceani sempre più in crisi: una minaccia tangibile per il Pianeta
C’è grande preoccupazione per la vita degli oceani che stanno affrontando una crisi mai registrata prima. Nonostante siano il pilastro della vita sul nostro pianeta, è risaputo che l’uomo sta continuando a distruggere una superficie che è pari all’1,3% degli oceani ogni anno. I dati sono allarmanti e risulta che oltre il 30% di questi ultimi siano stati già devastati.

L’allarme oceano non è da sottovalutare e questi ultimi rappresentano una delle risorse fondamentali per la sopravvivenza della specie umana e della specie animale. Ormai da molti moltissimi anni gli oceani sono inquinati dalla mano dell’uomo. La vita sul pianeta nasce grazie alla presenza degli oceani ben oltre 3 miliardi di anni anni fa. È proprio grazie alle prime forme di vita microscopiche che si può parlare di evoluzione.
Le analisi confermano che circa 1 miliardo e mezzo di anni fa i primi primi microrganismi marini sono stati in grado di creare l’atmosfera, ricca di ossigeno, che gli esseri umani e gli animali respirano. Occorre tener presente un dato molto importante: proprio attraverso le piante e le alghe marine vi è una produzione di ossigeno pari al 50%.
Allarme oceani: la situazione non è da sottovalutare

Perché si sottovaluta così tanto il potere degli oceani? La mano dell’uomo sta pian piano distruggendo l’ecosistema, sebbene il mare sia una fonte di proteine ed un mezzo di sostentamento per gli oltre 1,2 miliardi di persone che popolano la Terra. E ancora, è proprio grazie agli oceani che vi è un assorbimento pari al 90% di tutto il calore che viene prodotto dall’effetto serra ed il 30% dell’anidride carbonica che è prodotta proprio dalle attività dell’uomo.
Altro aspetto da tenere presente riguarda proprio l’economia, in quanto è stato stimato che il 90% dei trasporti globali avviene proprio via mare. Ma non è tutto, in quanto sono gli oceani a fornire materie prime come i metalli preziosi e gli idrocarburi che sono delle risorse anche per la medicina. Rimanendo in tema economia, come non valutare anche il mare come turismo e dunque considerare il Mediterraneo come meta ambita da oltre 400 milioni di visitatori l’anno.

Quali sono gli obiettivi per il futuro?
Sono circa trent’anni, ormai, che anche la pesca globale ha subito un forte dietro front. Con l’ingresso delle tecnologie di pesca industriale sono stati distrutti migliaia e migliaia di habitat marini e i fondali sono stati arati raccogliendo anche gli organismi marini che hanno causato la desertificazione degli stessi. Quali sono le sfide per il futuro? Quali gli obiettivi da raggiungere?
Il Trattato Globale sull’Alto Mare, che è stato approvato nel 2023, è solo uno degli step necessari per fare in modo di gestire conservare la biodiversità marina. L’obiettivo è proprio quello di prevenire tutte le attività dannose e gestire in modo sostenibile le risorse dell’oceano. Fondamentale l’intervento da parte dell’Unione Europea che sta svolgendo un ruolo chiave in questa questione così delicata.
L’Agenda 2030 delle Nazioni Unite si sta impegnando per proteggere almeno il 30% degli oceani e grazie alla Giornata Mondiale degli Oceani, che è stata celebrata lo scorso 8 giugno, si apre una lente su quanto la responsabilità del singolo sia fondamentale per salvaguardare i nostri mari.