E’ arrivata una nuova tecnica per la salvaguardia degli orsi polari

Autore:
Carmine Caruso
  • Giornalista
Tempo di lettura: 4 minuti

Un’innovativa tecnica basata sull’analisi del Dna ambientale permetterà di contrastare in maniera più efficace il rischio estinzione per gli orsi polari.

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Orso, Polare
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Con meno di 30mila esemplari in circolazione l’orso polare è una delle specie animali più a rischio estinzione dell’intero Pianeta. La maggiore minaccia alla sua sopravvivenza deriva dallo scioglimento dei ghiacciai provocato dal cambiamento climatico. A causa di questo devastante fenomeno, e di altri fattori come l’estrazione di petrolio e gas e la presenza di sostanze inquinanti nell’oceano, si stima addirittura che la razza potrebbe estinguersi entro la fine del secolo in corso.  Ma grazie a una nuova tecnica basata sull’analisi del DNA ambientale le carte in tavola potrebbero, finalmente, cambiare.

E’ arrivata una nuova tecnica per la salvaguardia degli orsi polari

Orso, Polare
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Il fatto che il futuro dell’orso polare sia a rischio rappresenta, purtroppo, una triste consuetudine. Ormai da diverso tempo, infatti,  questa iconica specie è stata  classificata come “Vulnerabile” all’interno della Lista Rossa della IUCN, l’Unione internazionale per la conservazione della natura.

Scioglimento dei ghiacciai, estrazione di combustibili fossili e presenza di sostanze inquinanti nell’oceano, potrebbero addirittura segnare la fine del grande mammifero entro il 2100. Adesso, però, a supporto della salvaguardia di questa specie, è arrivata fortunatamente una nuova tecnologia basata sull’analisi del DNA ambientale. Un metodo che può fornire diversi vantaggi, come sottolineato dal WWF:

Le attività di monitoraggio costanti e accurate delle popolazioni sono di fondamentale importanza per la conservazione delle specie. La ricerca sull’orso polare, specie elusiva e particolarmente difficile da individuare, manca di dati fondamentali sulle dimensioni delle popolazioni e sul grado di connessione tra queste. Questo aspetto rende la specie un’ottima candidata per testare il nuovo metodo di monitoraggio non invasivo sul DNA ambientale. Le analisi del DNA vengono svolte direttamente prelevandolo dalle cellule presenti all’interno delle orme rilasciate dall’animale sulla neve. Questa metodologia si basa sul fatto che ogni essere vivente rilascia nell’ambiente materiale cellulare che lo identifica geneticamente. Le gelide temperature dell’Artico, inoltre, eviterebbero la degradazione del materiale, rendendo questa una tecnica adatta alle condizioni climatiche estreme che qui si registrano.

Garantire la sopravvivenza della specie

Orso, Polare
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Un vero e proprio punto di svolta che consentirebbe di approfondire in maniera fondamentale le conoscenze su questa specie e, di conseguenza, potrebbe aumentare le sue probabilità di sopravvivenza in futuro.

L’analisi del DNA ambientale ha l’enorme vantaggio di riuscire a migliorare i risultati degli sforzi di conservazione per la specie. Questa innovativa tecnica infatti permette di comprendere meglio le dinamiche di popolazione, studiare il comportamento e gestire al meglio i conflitti con l’uomo attraverso l’identificazione accurata dei singoli individui. Ulteriore vantaggio è che i campionamenti possono essere svolti anche da figure non professionali, quali volontari e comunità indigene. Questo porta da un lato ad aumentare le aree di studio e dall’altro a migliorare il coinvolgimento delle popolazioni locali, aspetto fondamentale per aumentare l’efficacia delle strategie di conservazione sul lungo periodo.

spiega ancora il WWF.

Allo stato attuale meno di 30mila esemplari di orso polare sono rimasti a spasso nei ghiacciai dell’Artico. Lo stesso WWF ormai da diversi anni porta avanti diversi progetti per la salvaguardia della specie. La speranza è che si possa trovare al più presto il modo di garantirgli un avvenire.

Nuova tecnica per la salvaguardia degli orsi polari: foto e immagini