Nuova strategia UE per il clima: -72% di CO2 entro il 2035

Autore:
Raffaele Di Ciano
  • Laurea in Belle Arti
Tempo di lettura: 4 minuti

La nuova strategia UE per il clima punta alla riduzione del 72% delle emissioni di CO2 entro il 2035. L’Unione Europea si prepara alla Cop30 con un obiettivo ancora più ambizioso, approvando il Nationally Determined Contribution, la strategia ufficiale che attua l’Accordo di Parigi e che sarà trasmessa all’ONU. Ecco cosa prevede.

Cambiamento, Climatico
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L’appuntamento della Cop30 di Belém si avvicina sempre di più, e con lui aumenta l’impazienza di raggiungere gli obiettivi climatici prefissati da tempo. In vista dell’evento però, l’Unione Europea ha deciso di alzare l’asticella e ambire ad un risultato ancora più virtuoso: la riduzione del 72% delle emissioni di CO2 entro il 2035. Il Consiglio dell’Unione Europea ha infatti approvato la nuova strategia ufficiale in attuazione dell’Accordo di Parigi, la Nationally Determined Contribution. Questa, in particolare, prevede il raggiungimento degli obiettivi del 2050 in 4 step di riduzione delle emissioni di CO2 rispetto ai livelli del 1990:

  • – 55% entro il 2030;
  • tra – 66,25% e -72,5% entro il 2035;
  • – 90% entro il 2040;
  • piena neutralità climatica entro il 2050.

Si tratta di una strategia che unisce il Fit for 55, il Clean Industrial Deal e le misure previste dal Fondo sociale per il clima, e che punta a legare la competitività economica alla decarbonizzazione.

Nuova strategia UE per il clima

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La nuova strategia UE per il clima si inserisce in un programma più ampio di obiettivi, e segna il passaggio dal taglio del 55% delle emissioni per il 2030 alla neutralità totale da raggiungere entro il 2050. L’Unione Europea prevede, entro 10 anni da oggi, di ridurre le emissioni in una percentuale che va dal 66,25% al 72,5%, ossia di tagliare di oltre 2/3 le emissioni prodotte in Europa negli ultimi 45 anni. Gli effetti di queste riduzioni avranno un impatto su tutti i settori produttivi, dall’energia ai trasporti, dall’industria all’edilizia e persino all’agricoltura.

La strategia si inserirà nel registro Ndc delle Nazioni Unite e rappresenterà l’UE alla Cop 30. Nonostante si tratti di un obiettivo alquanto ambizioso, non è impossibile da raggiungere, se si guardano i risultati che l’Unione Europea sta raggiungendo ultimamente. In particolare, spiccano i dati positivi riguardanti le fonti rinnovabili, che hanno raggiunto il 47% della produzione elettrica europea nel 2024, e quelli del solare e dell’eolico, che hanno superato il carbone. Quest’ultimo, inoltre, ha raggiunto il livello più basso mai registrato in UE.

Nationally Determined Contribution

Clima
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Il Nationally Determined Contribution, quindi, non si pone obiettivi irrealizzabili, ma vuole spronare ancora di più quanto si sta già facendo. Inoltre, struttura una strategia non basata solo sul raggiungimento dell’obiettivo in senso stretto, ma che vuole cambiare radicalmente il concetto di economia, e legarlo alla decarbonizzazione. Si punta, in buona sostanza, a liberare il sistema energetico europeo dai combustibili fossili ben prima del 2050, e per farlo l’unico modo è innovare, sviluppare nuove tecnologie a basse emissioni e basarsi su rinnovabili e idrogeno.

La competitività europea non può perdere terreno, ma non può nemmeno sacrificare gli obiettivi ambientali, motivo per cui è necessario allinearsi con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Per farlo, gli investimenti pubblici e privati necessari dovranno aumentare di circa 560 milioni di euro all’anno fino al 2030: riusciremo a mantenere la promessa? Sì, se tutti gli Stati membri attueranno politiche fiscali, finanziarie e climatiche coerenti con gli obiettivi. Solo così si potrà arrivare ad un’economia decarbonizzata, competitiva e socialmente sostenibile. Inoltre, Bruxelles ricorda che i singoli Stati devono fare ancora molto per consapevolizzare i cittadini europei e per attuare un cambiamento radicale nello stile di vita quotidiano.

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