No agli sprechi: la Doggy bag diventerà obbligatoria?

Ancora pochi gli italiani che chiedono di portare a casa il cibo avanzato al ristorante. Non sempre è possibile terminare le pietanze ordinate, ma raro che nel Belpaese si pensi alla cosiddetta Doggy bag la quale però, potrebbe presto divenire obbligatoria.

Guarda il video

Buste di carta (doggy bag)
Autore: Pexels

In Italia la Doggy bag potrebbe presto essere obbligatoria, per tutti i ristoranti: combattere gli sprechi è parte essenziale di un atteggiamento più attento e sostenibile, ma gli italiani appaiono ancora restii.

Il motivo? “Una forma di imbarazzo psicologico”, come riporta la recente indagine sulla richiesta della Doggy bag effettuata da Fipe Confcommercio e Comieco.

La buona abitudine di portare a casa i cibi avanzati al ristorante è invece un passo importante da compiere, che – se si convertisse in obbligo – porterebbe l’Italia a seguire la scia di altri Paesi europei, come la Francia e la Spagna.

Mentre in Spagna vige, dal 2022, una legge che rende obbligatoria la Doggy bag ai ristoratori per chiunque la richieda e in Francia una scelta legislativa simile è stata abbracciata fin dal 2021, in Italia vi è “solo” la Legge Gadda, “Disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi” (Legge n.166 del 19 agosto 2016).

Con la suddetta la legge è stato possibile, per prima volta nell’ordinamento nazionale, definire i concetti di eccedenze alimentari e di spreco, prevedendo diverse disposizioni sulla donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici.

Per quanto riguarda il caso specifico della Doggy bag, la legge “Promuove” soltanto l’utilizzo di contenitori per permettere ai clienti di portare a casa il cibo non terminato al ristorante.

Ora però, sono ben due le proposte di legge che vorrebbero convertire la “promozione” in effettivo “obbligo“.

Doggy bag, presto obbligatorie? Le proposte di legge

Pasto al ristorante
Autore: Pexels

Sono due, al momento, le proposte di legge che poterebbero portare l’Italia a unirsi a Paesi quali Francia e Spagna per quanto riguarda l’obbligo della Doggy bag.

In nome della lotta contro lo spreco alimentare – tra l’altro uno degli obiettivi fissati nell’Agenda Onu 2030 – lo scorso dicembre la leghista Mara Bizzotto ha depositato al Senato una prima proposta di legge; successivamente, lo scorso 10 gennaio è stato il deputato di Forza Italia Giandiego Gatta a presentarne una seconda intitolata “Obbligatorietà della Doggy bag”.

Giandiego Gatta, responsabile nazionale Dipartimento Pesca e Acquacoltura di Forza Italia, ha comunicato la proposta alla stampa lo scorso 10 gennaio, spiegando:

[…] In Italia, secondo i dati della Fondazione Bdfn, ognuno di noi spreca 65 kg di cibo pro-capite l’anno, per comportamenti sbagliati nel consumo, in casa e al ristorante. La pratica della Doggy Bag è in uso da tempo negli Usa, in Europa è obbligatoria già in Francia e Spagna. Introdurla anche in Italia sarebbe non solo un atto di buon senso che aiuterebbe a contrastare lo spreco alimentare ma avrebbe anche una finalità sociale e solidale e questo è l’obiettivo della mia proposta di legge.

L’effettiva entrata in vigore di tale obbligo non vorrà però essere tediosa a livello burocratico, com’è stato chiarito durante la conferenza stampa di presentazione del progetto Rimpiattino – la versione italiana della “Doggy Bag” di Fipe-Confcommercio in collaborazione con Comieco.

L’obiettivo è infatti facilitare sia ai ristoratori che ai consumatori l’utilizzo dei cosiddetti rimpiattini in carta e cartone, termine introdotto per fare sì che gli italiani si allontanassero dall’idea di “avanzi per animali”:

Il nome “Rimpiattino” è stato scelto da Fipe – Federazione Italiana Pubblici Esercizi e Comieco, tra le proposte arrivate dai ristoranti di tutta Italia, per dare un sinonimo italiano alla doggy bag, la principale “arma” contro lo spreco alimentare quando si mangia fuori casa.

Non solo, ma Rimpiattino è anche il nome del progetto lanciato da Fipe e Comieco come prosecuzione del progetto Doggy Bag – Se avanzo mangiatemi (2015); l’iniziativa, nata nel 2018, aveva visto la distribuzione di 24mila rimpiattini a 875 ristoranti in 22 città italiane.

La vera “battaglia” è infatti a livello di sensibilizzazione più che di azioni pratiche, in quanto il reale problema sta nella vergogna che ancora gli italiani provano nel momento in cui chiedono di portare a casa cibi o vini avanzati, pratica che invece negli Stati Uniti è all’ordine del giorno, per quanto non esista alcuna legge che lo imponga.

Italia: la Doggy bag genera imbarazzo, i dati

Doggy Bag in preparazione
Autore: Pexels

La già citata indagine sulla richiesta della Doggy bag effettuata da Fipe Confcommercio e Comieco mostra come solo il 15,5% degli italiani porti a casa il cibo avanzato al ristorante. Eppure il 91,8% dei ristoranti dispone di tutto il necessario per permetterlo; la motivazione principale per cui l’Italia è ancora indietro sembrerebbe essere proprio l’imbarazzo che il cliente prova a chiedere di portare via gli avanzi,

Ma anche la scomodità (19,5%) e l’indifferenza (18,3%) sono tra le ragioni alla base della riluttanza dei consumatori ad avanzare una tale richiesta.

Viene specificato nella sopracitata indagine la quale comunque, precisa come il 74% degli italiani si dica in realtà a favore della possibilità di portare a casa il cibo e il vino dal ristorante.

Non rimane allora che continuare a mettere in atto un processo di sensibilizzazione e informazione, che potrà essere velocizzato e valorizzato anche dalla possibile introduzione dell’obbligo delle Doggy bag.

No agli sprechi: la Doggy bag diventerà obbligatoria? Foto e immagini