Mondiali a rischio collasso: caldo estremo e milioni di tonnellate di CO₂ preoccupano gli esperti

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Erika Fameli
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Mondiali di calcio a rischio: la competizione sportiva è partita, ma rischia di collassare a causa delle temperature troppo elevate nei paesi ospitanti. L’allarme degli scienziati è serissimo anche a livello ambientale: le stime parlano di 9 milioni di tonnellate di CO2 in soli 38 giorni di torneo.

Mondiali, Di
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America, Canada e Messico sono i paesi che quest’anno ospitano i mondiali di calcio, e che preoccupano enormemente gli scienziati sia dal punto di vista ambientalistico che sociale. Da un lato, infatti, gli studiosi parlano di emissioni talmente elevate da equiparare, in soli 38 giorni, le emissioni di una città come Roma in un anno intero. Dall’altro, mettono in guardia circa le temperature in aumento nei giorni di gara, che mettono a rischio la salute tanto degli atleti quanto degli spettatori.

L’allerta, in realtà, è arrivata anche ai vertici Fifa, tanto da far considerare l’ipotesi di spostare per sempre il periodo di gioco dall’estate a quando le temperature sono più clementi. La primissima competizione mondiale risale al 1930, ma da allora la temperatura globale è salita di oltre 1 grado, e la crisi climatica non accenna minimamente a cambiare traiettoria per i prossimi anni. Il problema però, non è solo il caldo, in quanto il cambiamento climatico porta con sé anche eventi climatici estremi e conseguenze incontrollabili:

  • ondate di calore,
  • temporali violenti,
  • blackout improvvisi,
  • caduta di alberi,
  • incendi boschivi.
  • mareggiate.

Cambiamento climatico e caldo record

Calcio, Stadio
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L’attenzione sui mondiali di calcio, quindi, non è solamente sportiva quest’anno. Davide Faranda del Centre National de la Recherche Scientifique di Parigi riassume tutte le criticità climatiche:

Questa World Cup si gioca in tre Paesi, in aree caratterizzate da zone climatiche molto diverse e ben 4 fusi orari. Si passa dalla zona boreale di Vancouver alle zone climatiche desertiche come quelle di Guadalajara, che tra l’altro si trova a un’altitudine di più di 1.000 metri. La Florida invece ha un clima tropicale, mentre le città delle Grandi Pianure, come Kansas City e Atlanta, sono spesso colpite dai tornado. Chicago è sui Grandi Laghi, con un’altissima umidità nei mesi estivi. E la California ha un clima mediterraneo. Anche senza eventi estremi, per le squadre che dovranno spostarsi da uno stadio all’altro ci saranno seri problemi di adattamento.

Mondiali di calcio a rischio

Calcio, Stadio
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A rappresentare il pericolo maggiore sia per i calciatori che per gli spettatori è il bulbo umido, un parametro che tiene conto dell’umidità dell’aria e che, superata una certa soglia, impedisce al corpo umano di autoregolarsi con il sudore e fa rischiare il colpo di calore. La safe zone sarebbe a circa 35-36 gradi di temperatura secca, ma sarà sempre superata in città come Kansas City, Atlanta e Miami.

Questa situazione sta facendo riflettere non solo gli scienziati, ma anche i vertici della Fifa. Lo stesso presidente della Federazione, Gianni Infantino, ha avviato infatti una discussione ufficiale per spostare i mondiali di calcio da giugno a marzo, oppure ad ottobre, dopo il 2030. Ancora poco evidente, almeno per la Federazione, è un altro aspetto che invece agli studiosi appare chiarissimo: il problema ambientale. Questi mondiali saranno quelli con le maggiori emissioni di CO2 della storia, anche considerando i viaggi necessari per raggiungere gli stadi, tanto distanti tra loro. A questo proposito, le stime parlano di 9 milioni di tonnellate di CO2 emesse in soli 38 giorni di torneo, l’equivalente quasi di una città come Roma in un anno intero.

Mondiali di calcio a rischio: troppo caldo nei paesi ospitanti: foto e immagini