Perché le ondate di calore sono sempre più frequenti e letali
Se prima erano un’eccezione, adesso sono ormai la regola: le ondate di calore sono sempre più frequenti e, soprattutto, mortali.

Ultimamente arrivano a registrare temperature comprese tra 1 e 3 gradi Celsius superiori rispetto all’era preindustriale, rendendo alcune giornate davvero invivibili: si tratta delle ondate di calore, eventi climatici estremi, difficili da gestire e con conseguenze a dir poco devastanti.
Record di calore in tutto il mondo
Negli ultimi tempi in tutti i continenti, che hanno toccato livelli impensabili fino a qualche decennio fa. Basti pensare che in una sola settimana si registrano record sempre nuovi, che superano i precedenti e mietono vittime ogni giorno.
In città come Delhi sono state trovate morte decine di persone che non sono state in grado di resistere al caldo insopportabile che persisteva anche durante la notte. Lo stesso è avvenuto in Grecia, dove decine di turisti sono morte a causa del caldo infernale, mentre in Arabia Saudita centinaia di pellegrini diretti verso i luoghi sacri dell’Islam non sono mai arrivati a destinazione per via delle temperature prossime ai 52°C.
Non più eccezione, ma regola
Le ondate di calore da semplici episodi sporadici ed eccezionali si sono trasformate in vere e proprie norme all’ordine del giorno. La causa principale risiede nell’aumento del gas serra (GES), soprattutto del diossido di carbonio (CO2) derivanti dall’eccessivo e costante impiego di combustibili fossili.
Dall’era industriale a oggi, la temperatura media globale è aumentata di 1,2°C che, nonostante possa sembrare irrisorio ha, al contrario, effetti devastanti.
Le attuali concentrazioni di GES, infatti, sono le più alte dagli ultimi 3 milioni di anni a questa parte. La Terra sta, quindi, sperimentando condizioni di calore estremo mai viste prima, in modo più precoce e per periodi di tempo molto più lunghi.
Sono circa 6,5 miliardi i soggetti che hanno avuto a che fare, almeno una volta nella vita, con temperature due volte superiori rispetto a quelle tollerabili e quasi la metà ha vissuto condizioni di caldo estremo, assolutamente evitabili se non ci fosse stato il problema del riscaldamento globale.
Previsioni future poco incoraggianti
Se si guarda al futuro la situazione non è di certo delle migliori, anzi; sebbene alcuni scienziati, dopo il passaggio di El Niño, sperassero in una pausa e al ripristino di temperature globali accettabili, le tendenze attuali indicano che il riscaldamento globale non ha alcuna intenzione di arrestarsi ma, al contrario, non farà altro che intensificarsi.
E proprio l’Organizzazione Meteorologica Mondiale prevede un ulteriore incremento delle temperature che, andando di questo passo, potrebbero raggiungere – se non superare – l’1,5°C sopra i livelli preindustriali entro la fine del 2024.

C’è da dire, poi, che le ondate di calore non sono solo scomode, ma anche letali. Sono milioni le persone che ogni giorno in tutto il mondo soffrono maledettamente a causa delle temperature estreme. Al contempo, numerose infrastrutture energetiche, come le reti elettriche, devono trovare nuove soluzioni per poter rispondere alla domanda crescente di climatizzazione di cui, ormai, non si può più fare a meno.
Ovviamente, i soggetti maggiormente colpiti sono le persone più fragili, come gli anziani e i bambini, che a causa delle alte temperature possono rischiare anche la morte. Sono ben 700mila i bambini morti ogni anno a causa dell’inquinamento e forse è arrivato il momento di prendere in mano la situazione e trovare soluzioni immediate ed efficaci per porre fine a questa strage.