Moda sostenibile in Italia: nasce un tessuto fatto con i batteri

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Erika Fameli
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La moda sostenibile in Italia va in scena al teatro San Carlo, e utilizza un nuovo tessuto realizzato partendo dai batteri. La società napoletana KforB punta tutto su questo materiale 100% bio-based e avvia il primo impianto in Campania: la produzione è pronta per l’industria, e presto sarà disponibile negli store.

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Tessuto, Pelle
Photo by PublicDomainPictures – Pixabay

Una società napoletana ha deciso di puntare tutto su un materiale 100% bio-based, che fa a meno di tutti quegli elementi tipici delle produzioni di pelle che rendono l’industria tessile altamente inquinante:

  • allevamenti intensivi,
  • processi chimici,
  • sfruttamento del lavoro operaio.

Il tutto, ovviamente, senza rinunciare alla resistenza e alla versatilità. Per farlo, la KforB (Knowledge for Business) ha scelto di creare una nanocellulosa batterica per il settore moda. Si tratta, in sostanza, di realizzare un tessuto simil-pelle partendo dai batteri. Il progetto, che sta per passare dalla fase di laboratorio a quella industriale, rappresenta un primato unico in Italia, e promette di tracciare una nuova via per la sostenibilità nel settore tessile del lusso.

Un tessuto fatto con i batteri

Pelle, Tessuto
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Il tessuto creato dalla KforB ricorda in tutto e per tutto la pelle animale, ma di essa non ha nulla. Nasce, infatti, dal metabolismo dei batteri della famiglia degli acetobatteri che, attraverso un processo di fermentazione riescono a tessere una fitta rete di fibre di cellulosa purissima. Questo tessuto biologico è resistente e completamente biodegradabile. Come spiega Massimo Bracale, direttore Sviluppo e Innovazione di KforB:

Con questo investimento (di 1,2 milioni di euro) compiamo il passaggio dalla sperimentazione alla produzione industriale di un materiale sul quale lavoriamo da tempo e che può trovare applicazioni in comparti molto diversi. L’aspetto più significativo è che sarà la società a investire direttamente nella realizzazione dell’impianto produttivo, il primo in Italia per la produzione di nanocellulosa batterica e il primo in Europa per quanto riguarda l’applicazione al settore tessile. Vogliamo mettere a disposizione del sistema moda un materiale innovativo, ottenuto attraverso processi biologici e capace di coniugare qualità, lavorabilità e sostenibilità ambientale.

Moda sostenibile in Italia

Pelle, Tessuto
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La nanocellulosa batterica è un materiale 100% bio-based e cruelty-free. La sua produzione, infatti, non rilascia microplastiche e non dipende da fonti fossili. Gli stabilimenti attualmente esistenti che utilizzano questo materiale in Europa sono focalizzati principalmente sul settore medicale, ma quello che aprirà in Campania sarà il primo impianto in Europa a destinare questa tecnologia alla moda. KforB ha anche avviato un programma di ricerca diretto dal professor Paolo Netti dell’Università Federico II di Napoli con l’obiettivo di utilizzare la nanocellulosa per medicazioni avanzate, da utilizzare per ustioni e piaghe.

Si tratta, quindi, di una vera e propria rivoluzione nell’ambito della moda sostenibile in Italia, e che vanta già diverse collaborazioni di prestigio. Per fare un esempio, il Teatro San Carlo di Napoli ha scelto la biocellulosa prodotta dall’azienda per realizzare alcuni costumi di scena dell’opera Salomè, dando prova sul campo delle potenzialità estetiche del tessuto e, soprattutto, della sua funzionalità. Il progetto, inoltre, ha ottenuto anche il cofinanziamento della Regione Campania, che ha inserito la nanocellulosa batterica tra i progetti di rilevanza strategica coerenti con la piattaforma europea STEP (Strategic Technologies for Europe Platform). Si tratta dell’ennesimo tassello verso un’industria tessile più responsabile e rispettosa dell’ambiente, che segue le nuove regole francesi e la lotta al fast fashion e promette di spianare la strada per un nuovo approccio alla moda.

Questo settore, infatti, è alla continua ricerca di materiali a basso impatto per rispondere alle richieste di consumatori sempre più attenti, e grazie a KforB ha trovato una risposta che unisce natura e tecnologia.

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