Milioni di italiani vivono ormai in città bollenti

Autore:
Marica Maria Musumarra
Tempo di lettura: 4 minuti

Secondo un’indagine compiuta da Istat e Greenpeace Bari, Napoli e Roma sarebbero le città più calde e a soffrire maggiormente sono anziani e bambini.

Città, Caldo
Photo by premier56 – Pixabay

Se oggi le ondate di calore sembrano insostenibili, in futuro potrebbero addirittura sembrare fresche. Solo negli ultimi 4 anni, infatti, nei capoluoghi italiani sono raddoppiati i cittadini esposti a temperature pari o superiori ai 40°C e questo trend non farà altro che aumentare non solo in Europa, ma in tutto il pianeta.

L’indagine di Istat e Greenpeace

L’esposizione alle temperature bollenti dei cittadini residenti nei capoluoghi italiani è oggetto dell’ultimo report di Istat e Greenpeace dal titolo “L’estate che scotta”, che racconta con che rapidità stia aumentando il numero di persone costretta a vivere in luoghi roventi. Si stimano almeno 8 milioni di cittadini, di cui 1,3 milioni sarebbero anziani e bambini, i soggetti obiettivamente più fragili.

Tra l’altro, i dati elaborati risalgono a giugno 2024, quindi non si tiene conto delle temperature estreme che si sono verificate nel mese di luglio, ad esempio, in Toscana, Sardegna, Campania e Sicilia, dove si sono sfiorati i 40°C giornalieri. A parte qualche pioggia sporadica, queste condizioni perdureranno anche per tutti il mese di agosto.

Le città più calde in assoluto

Ma quali sono, tra i 21 capoluoghi di regione, le città italiane più bollenti in assoluto? Per dare una risposta, Istat e Greenpeace hanno analizzato i dati satellitari forniti da Copernicus, prendendo in considerazione le temperature rilevate dalle 9 alle 11 del mattino su suoli, tetti, abitazioni, campi e/o chiome degli alberi. Ecco la “classifica” che ne è saltata fuori:

  • Bari, 44,9°C;
  • Napoli, 43,5°C;
  • Roma, 43,2°C;
  • Milano, 39,9°C;
  • Aosta, 31,5°C;
  • Trento, 30,8°C;
  • Genova, 30,6°C.

In quasi tutti i capoluoghi analizzati è stato rilevato che le temperature superficiali massime siano state sempre superiori ai 35°C, con picchi di 39°C e oltre in almeno 12 città su 21.

Istat, poi, precisa che è emersa una novità: in alcuni capoluoghi del nord Italia è elevata la percentuale di popolazione esposta a temperature di 40°C. Le città “incriminate” sono Aosta (96,7% di popolazione coinvolta), Torino (95,6%) e Milano (91,3%). Solo a Trieste, Genova e Bolzano la percentuale scende al di sotto del 60%. Un quadro disarmante.

Anziani e bambini a rischio

Delle percentuali appena citate, 1 persona su 8 appartiene a categorie fragili, come bambini e anziani, le più esposte all’impatto del caldo. Nello specifico, più di 1 milione di cittadini sono anziani, mentre 300mila coinvolgono bambini fino ai 5 anni.

Smog e statura dei bambini
Autore: Адель Шарипова – Pixabay

A sottolineare la criticità della situazione è Stefano Tersigni, ricercatore Istat:

L’andamento della temperatura media dell’aria a due metri dal suolo è in crescita quindi, indirettamente, anche la temperatura al suolo aumenterà con un conseguente incremento della popolazione coinvolta.

Appare chiaro, quindi, che le soluzioni per frenare questa tendenza devono assolutamente essere al centro dell’agenda politica italiana, così come evidenziato da Federico Spadini di Greenpeace, che ricorda:

Se vogliamo però davvero evitare temperature sempre più estreme e il loro impatto su una fetta sempre più grande di popolazione, dobbiamo mettere fine al più presto alla nostra dipendenza dalle fonti fossili.

I combustibili fossili sono sempre meno utilizzati, ma non da tutti; è opportuno, quindi, che non solo l’Italia, ma tutti i Paesi dell’Unione Europea si adoperino per mettere in atto politiche tanto immediate, quanto efficaci nel lungo termine.

Milioni di italiani vivono ormai in città bollenti: foto e immagini