Combustibili fossili: sempre meno utilizzati, ma non per tutti
La dipendenza dai combustibili fossili è diminuita; una buona notizia “a metà”, perché essa non coinvolge tutti i settori da anni strettamente connessi a tali fonti energetiche.

I combustibili fossili sono delle risorse non rinnovabili e altamente inquinanti, utilizzate da tempo come principale fonte per la produzione mondiale di energia. È oggi risaputo quanto l’uso di combustibili quali petrolio, carbone o gas naturale sia una delle principali cause alla base del riscaldamento globale e del cambiamento climatico: ogni volta che si inizia il processo di combustione, non solo queste risorse rilasciano gas serra (come l’anidride carbonica) ma questi sono responsabili del trattenimento del calore nell‘atmosfera terrestre.
I provvedimenti per la riduzione delle emissioni di gas serra sprigionati da combustibili fossili hanno un’importanza fondamentale nei piani climatici internazionali, e se specialmente dall’Accordo di Parigi (2015) sono stati riscontrati dei miglioramenti, vi sono ancora settori strettamente dipendenti dai combustibili fossili.
Emissioni zero entro il 2050: un obiettivo impossibile?

Come già sottolineato, quando si parla di rispetto ambientale essenziale è allora diminuire le emissioni di gas serra. Per farlo, in tutto il mondo dovrebbe esserci un utilizzo sempre minore di combustibili fossili; ma per quanto negli ultimi periodi i governi abbiano mosso dei passi avanti importanti, la strada da intraprendere è ancora lunga e non tutti i Paesi e settori riescono a unirsi per un obiettivo comune.
Mentre le conseguenze del cambiamento climatico diventano sempre più tangibili, dalle temperature record registrate negli ultimi periodi agli eventi meteorologici estremi, specie viventi e interi ecosistemi a rischio, uno degli obiettivi che possa contrastare tale crisi appare oggi irraggiungibile.
Raggiungere lo zero netto di emissioni entro il 2050 è – stando alla situazione attuale – un punto sempre più lontano. E uno dei principali motivi si riscontra esattamente nell’uso di combustibili fossili e successivo inquinamento da carbonio; “colpevoli” più di tutti, tre principali settori: aviazione, navigazione e industria.
Perché alcuni settori sono ancora tanto dipendenti dai combustibili fossili?

Non è una novità scoprire l’ingente inquinamento causato dal trasporto aereo e marittimo, dove spesso si è parlato anche di “giustizia climatica” attestando per esempio che solo l’1 per cento della popolazione sia responsabile del 50 per cento delle emissioni del settore dell’aviazione.
Più volte le proteste di attivisti e associazioni hanno occupato gli aeroporti in cui i “super ricchi” prendono comodamente jet privati per spostamenti singoli, mentre nel mondo la priorità dovrebbe essere il limitare quanto possibile ogni scelta altamente inquinante.
Inoltre, in generale, non sembra – ancora – esserci un’alternativa diffusa e facilmente applicabile per fare muovere aerei e navi; stesso discorso per dei processi industriali: produzione di cemento e plastica, per esempio, sono ancora strettamente dipendenti dall’utilizzo di combustibili fossili.
A spiegare nel dettaglio quanto difficile sia allontanarsi realmente e collettivamente dall’utilizzo dei combustibili fossili – per quanto vi siano dei miglioramenti – è Hannah Pitt, della direzione di Rhodium Group (uno dei principali fornitori di ricerca indipendente che combina dati economici e approfondimenti politici per analizzare le tendenze globali):
Abbiamo fatto molti progressi negli ultimi anni: l’energia eolica e solare sono davvero esempi di successo e i veicoli elettrici sono a un punto di svolta ora. Ciò costituisce una buona parte delle emissioni, ma ci sono molti meno progressi in altri settori. Nel settore dell’aviazione e del trasporto marittimo, non c’è tanta innovazione e non esistono alternative chiare ed economicamente vantaggiose ai combustibili fossili. E poi abbiamo processi industriali che costituiscono un’enorme frazione delle emissioni e ciascuno richiede i propri strumenti e innovazioni per ridurli, e le emissioni rimangono ostinatamente elevate.
Il rapporto condiviso da Rhodium Group Alimentare una transizione lontano dai fossili: le prospettive per la domanda globale di combustibili fossili, fa emergere quanto lavoro ci sia ancora da fare, ma quanto strade alternative siano effettivamente possibili e ne sono esempio le energie rinnovabili o la diffusione dei veicoli elettrici…a dimostrazione che se davvero intenzionati e uniti, scelte che possano mettere al primo posto il rispetto ambientale e non il “dio denaro”, sono possibili:
Il successo ottenuto con le energie rinnovabili e i veicoli elettrici dimostra che è possibile farlo, ma in realtà ci vorranno molte politiche e innovazioni diverse. Non esiste una soluzione unica. Questo ci ricorda che il cambiamento climatico tocca ogni parte delle nostre economie e che necessita di soluzioni per ciascuna di queste aree. C’è molto lavoro da fare.