Lanciato in orbita MethaneSAT, il satellite che monitora le emissioni di metano
E’ stato lanciato nello spazio MethaneSat, il satellite in grado di tracciare con elevata precisione i tassi di emissione di metano a livello globale. Uno strumento in più per salvaguardare la salute del Pianeta.

Da circa una settimana abbiamo un alleato in più che sta orbitando intorno alla Terra per contribuire alla lotta contro il global warming. Si tratta di MethaneSAT, un satellite rivoluzionario progettato per monitorare le emissioni del settore Oil&Gas, la maggiore fonte industriale di emissioni di metano al mondo.
Lanciato in orbita MethaneSAT, il satellite che monitora le emissioni di metano

Il satellite, lanciato a bordo di un razzo SpaceX Falcon9, è stato realizzato grazie all’impegno di una sussidiaria dell’organizzazione no-profit Environmental Defense Fund (EDF). Tra i maggiori finanziatori del progetto figurano Bezos Earth Fund, Arnold Ventures, la Robertson Foundation e il TED Audacious Project.
La peculiarità di MethaneSAT consiste nella sua capacità di individuare e quantificare le emissioni totali di metano su vaste aree e di identificare i grandi emettitori in luoghi finora rimasti inosservati. I dati interattivi sulle emissioni saranno consultabili da chiunque, cittadini, governi, aziende, investitori e importatori di gas, attraverso il sito MethaneSat.org e su Google Earth Engine, una delle principali piattaforme di dati geospaziali utilizzata da oltre 100mila esperti e analisti.
Tagliare l’inquinamento da metano prodotto dalle operazioni legate ai combustibili fossili, dall’agricoltura e da altri settori è il modo più rapido per rallentare il riscaldamento globale mentre continuiamo a decarbonizzare i nostri sistemi energetici. Per farlo, però, è necessario disporre di dati completi su scala globale
ha affermato Fred Krupp, presidente di EDF.
Il satellite orbiterà intorno alla Terra per ben 15 volte al giorno, misurando le variazioni delle concentrazioni di metano fino a tre parti per miliardo.
Estrema precisione per tracciare le fonti più piccole

Grazie all’elevata sensibilità, all’alta risoluzione e all’ampio campo visivo, MethaneSAT sarà in grado di raccogliere una quantità cospicua di dati, presentando un quadro completo delle emissioni a livello globale.
Sapere quanto metano viene emesso, da dove e come cambiano i tassi di emissione è essenziale. L’aspetto unico di MethaneSAT è la capacità di misurare con estrema precisione i livelli di metano con un’alta risoluzione e su vaste aree, tracciando anche le fonti più piccole e diffuse che rappresentano la maggior parte delle emissioni in molte regioni
ha spiegato Steven Hamburg, scienziato capo di EDF e responsabile del progetto.
MethaneSAT è stato inoltre programmato per confrontare i tassi di emissione che provengono delle principali aree petrolifere e del gas a livello mondiale e per misurare le loro performance nel corso del tempo.
Abbiamo sempre creduto nel potere dei dati per ottenere solide tutele normative e migliori pratiche operative nel settore. Una buona base scientifica è in grado di porre le fondamenta per decisioni migliori.
ha commentato Mark Brownstein, Senior Vice President, Energy Transition di EDF.
Tra i partner di MethaneSat sono presenti anche la Scuola di Ingegneria e Scienze Applicate dell’Università di Harvard, l’Osservatorio Astrofisico dello Smithsonian e l’Agenzia Spaziale della Nuova Zelanda.
Il team della missione comprende oltre 70 esperti di tutto il mondo con esperienza nel volo spaziale, nel telerilevamento e nell’analisi ed elaborazione dei dati. Il lavoro di costruzione del satellite è avvenuto in Colorado ed è stato eseguito dall’unità Space&Mission Systems di Bae Systems, Inc. (ex Ball Aerospace) e da Blue Canyon Technologies.