Mare Monstrum 2025: il report che racconta l’illegalità blu

Autore:
Raffaele Di Ciano
  • Laurea in Belle Arti
Tempo di lettura: 3 minuti

Mare Monstrum 2025 è il nome del report di Legambiente che descrive nel dettaglio l’illegalità legata al mondo marino: il suo dilagare rappresenta una perdita non solo economica per l’Italia, ma anche ambientale, sociale ed etica. Ecco quali sono i principali problemi di legalità che affliggono le coste.

Mare
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Il mare è una risorsa preziosissima per l’Italia, e non solo dal punto di vista economico. Da sempre il Mar Mediterraneo ha rappresentato un crocevia importante per il commercio, lo scambio interculturale e lo sviluppo italiano, e lo fa ancora. Il suo valore però, è messo a rischio da un’illegalità dilagante, che non dà tregua alle forze dell’ordine e frantuma tutti gli sforzi volti alla creazione di porti sicuri, sostenibili e rispettosi dell’ambiente e delle comunità locali.

Tutto questo è contenuto in Mare Monstrum 2025, il report di Legambiente che ha come tema centrale proprio l’illegalità legata al mondo marino, e che racconta punto per punto le maggiori criticità che danneggiano le coste e i mari italiani:

  • cementificazione,
  • inquinamento
  • pesca illegale,
  • danni ambientali,
  • violazioni del codice di navigazione,
  • nautica da diporto anche nelle aree protette.

Mare Monstrum 2025

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Legambiente ha redatto un report agghiacciante, che descrive minuziosamente l’illegalità nei mari italiani. Si chiama Mare Monstrum 2025, e racconta un lato dell’Italia davvero poco virtuoso, che danneggia una delle risorse più preziose non solo del nostro Paese, ma dell’intera area geografica circostante. I reati marini nel 2024 sono stati più di 25.000, e hanno registrato un aumento del 9,2% rispetto al 2023. La cosa allarmante riguarda la geolocalizzazione dei reati. Questi, infatti, si trovano sì lungo tutte le coste italiane, ma mostrano una maggiore concentrazione (50,5%) in 4 regioni: Campania, Puglia, Calabria e Sicilia.

Gli illeciti amministrativi ammontano a 44.690, con un incremento del 21,4% rispetto al 2023. Secondo il report, un altro dato allarmante riguarda la frequenza con cui avvengono le violazioni: circa 191 al giorno, con una media di 7,9 ogni ora, una ogni 105 metri. Risultano in aumento anche i sequestri (+1,3%) e le denunce (26.902). Eppure, i controlli da parte delle forze dell’ordine e capitanerie di porto non mancano.

Tutti gli illeciti blu

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Un’altra piaga legata all’illegalità sulle coste è rappresentata dall’abusivismo edilizio, e riguarda in gran parte i vecchi edifici abusivi, che non vengono ancora demoliti. Questi vanno a sommarsi alle nuove costruzioni, creando un circolo vizioso in cui ad un illecito non corrisponde una punizione adeguata, che porta ad altri atti di abusivismo. Per non parlare della pesca abusiva, che costituisce una vera e propria economia clandestina, nonché una minaccia sia alla biodiversità marina che all’economia lecita.

Infine, ma non per ultimo, c’è l’aspetto ambientale. Nonostante la maggioranza degli italiani considera lo scempio del paesaggio un fenomeno deprecabile, mentre la cura e la valorizzazione del territorio attirano sempre più consensi, l’inquinamento continua a dilagare e rende il Mediterraneo una delle aree più inquinate del mondo.

Secondo il report:

depuratori inesistenti o mal funzionanti, scarichi fognari abusivi, sversamenti illegali di liquami e rifiuti, rappresentano il 31,6% dei reati contestati, a seguito di 207.392 controlli delle forze dell’ordine.

I danni ambientali che ne conseguono sono tremendi: biodiversità a rischio, diminuzione dei pesci, avvelenamento delle acque marine, deturpamento delle risorse marine, ecc.

Mare Monstrum 2025: il report che racconta l’illegalità blu: foto e immagini