Mantenere un affitto costa più del mutuo: lo dice Idealista

Autore:
Erika Fameli
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Secondo Idealista mantenere un affitto costa più del mutuo per comprare casa. Questo dato, emerso da una recente analisi che ha osservato come è cambiato il tasso di sforzo nel 2024, rende gli affitti più impegnativi dei mutui. Si tratta di una situazione critica, che conferma i trend dell’anno che si è appena concluso.

Affitto, Casa
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Quando si decide di andare a vivere in affitto, al giorno d’oggi, si devono prevedere uscite maggiori rispetto a quelle che si hanno comprando casa. Lo sforzo economico per mantenere una casa in affitto infatti, è di gran lunga superiore a quello necessario per comprarla. Non solo, perchè oltre ad avere su quest’ultimo un distacco notevole, nell’ultimo anno è anche cresciuto di ben 4 punti percentuali.

Viene da chiedersi come si possa essere arrivati a questo punto. A spiegarlo è Vincenzo De Tommaso, responsabile dell’Ufficio Studi di Idealista, il quale afferma che:

I mercati delle compravendite e degli affitti sono strettamente legati. Entrambi hanno vissuto un periodo di stagnazione, causato dall’aumento dei tassi di interesse e dall’aumento dei canoni di affitto. Questa situazione ha generato un’impasse: molti inquilini, di fronte a condizioni sfavorevoli per l’acquisto, hanno preferito rimanere nelle abitazioni in affitto in attesa di condizioni migliori. Tuttavia, la recente riduzione dei tassi ha dato nuova spinta al mercato delle compravendite, riducendo lo sforzo economico per acquistare casa.

Mantenere un affitto costa più del mutuo

Affitto, Soldi
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Stando così le cose, quindi, è evidente come mai gli affitti gravino più di un mutuo sulle spalle dei cittadini italiani. Lo fanno, per l’esattezza, nella misura del 30% di tasso di sforzo, contro il 18% dell’acquisto. Si tratta di una percentuale aggiornata a dicembre 2024 che, come già accennato, è aumentata del 4% rispetto allo stesso periodo del 2023, a fronte di una percentuale invece in diminuzione di 3 punti percentuali per quanto riguarda l’acquisto.

Cosa c’è da aspettarsi, quindi, per questo 2025? A rispondere è nuovamente Vincenzo De Tommaso, il quale spiega che:

l’aumento dell’offerta di abitazioni in affitto, già visibile negli ultimi mesi grazie al fatto che molti inquilini hanno scelto di acquistare liberando così abitazioni, contribuirà a frenare l’aumento dei canoni. In questa modo, si creeranno condizioni più favorevoli per chi decide di affittare, soprattutto nei principali mercati urbani, dove le famiglie stanno affrontando impegni economici ben oltre la soglia di sostenibilità economica.

Le città peggiori per gli affitti

Affitto, Casa
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Quali sono però, le realtà urbane più complicate di cui parla De Tommaso? Secondo il report dell’Ufficio Studi di cui è responsabile, la città italiana con la percentuale di sforzo maggiore è Firenze, dove mantenere un affitto assorbe il 48% del reddito familiare. La seguono, a breve distanza e sopra la media nazionale del 30%:

  • Napoli, con un tasso di sforzo del 47%;
  • Roma e Venezia, con un tasso di sforzo pari al 41%;
  • Milano, con una percentuale del 40%;
  • Como, con una percentuale pari al 36%;
  • Massa, con il 34% di tasso di sforzo;
  • Vicenza e Verbania, con un tasso di sforzo del 32%;
  • Bologna, con una percentuale pari al 31% del reddito.

Si tratta, come è evidente, di canoni proibitivi, che rendono difficile sopravvivere dignitosamente. Soprattutto nelle città più costose d’Italia, quindi, l’aumento dello stock immobiliare che si è iniziato a vedere dall’ultimo trimestre del 2024, può salvare dalla crisi i tanti inquilini che soffrono i canoni altissimi.

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