Lo zucchero potrebbe rivoluzionare il futuro delle strade sostenibili
Dallo zucchero nasce l’asfalto: sfruttando la cenere della bagassa della canna da zucchero si crea un asfalto più resiliente al traffico pesante e al maltempo. Ecco in cosa consiste la scoperta green del Brasile, che può contribuire notevolmente alla transizione energetica e alla creazione di infrastrutture sostenibili e durature.
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Uno dei grandi problemi del momento storico attuale sta nel trovare soluzioni green per la produzione di energia, per l’ambito urbanistico e per la produzione industriale che siano applicabili su larga scala, di veloce realizzazione e, soprattutto, sostenibili senza rinunciare alla qualità. Un esempio di questo tipo arriva direttamente dal Brasile, dove un team di ricercatori ha utilizzato gli scarti dello zucchero per creare un asfalto molto più resiliente al traffico pesante e al maltempo di quello attuale.
Ecco in cosa consiste la ricerca, quale processo sfrutta e tutti i vantaggi e le applicazioni che questa scoperta potrebbe avere nel breve e lungo periodo in termini di sostenibilità e transizione ecologica.
Dallo zucchero nasce l’asfalto

I ricercatori dell’Università Statale di Maringà, in Brasile, hanno sfruttato la cenere derivata dalla bagassa della canna da zucchero nella miscela bituminosa dell’asfalto, rendendolo più resistente al traffico pesante e al maltempo e, contemporaneamente, andando a chiudere il cerchio della circolarità nella filiera dello zucchero. Quando si estrae il succo della canna da zucchero, infatti, si ottiene la bagassa, un materiale che si utilizza per produrre energia termica e alimentare gli impianti. Questa è una risorsa preziosissima, che rende le fabbriche più autonome dal punto di vista energetico, ma che produce una cenere che finora non era stato possibile sfruttare in alcun modo, e che veniva trattata come scarto da smaltire.
Questa nuova applicazione, quindi, si aggiunge al processo di economia circolare della filiera dello zucchero, e fa anche parecchio bene all’industria dell’asfalto. Inoltre, lo studio pubblicato su Scientific Reports, riporta che aggiungere tra il 5 e il 10% del totale del composto stradale, sostituendo in parte il legante tradizionale e i metalli fini, permette di ottenere un asfalto più resistente e sostenibile di quello classico. Questo può contribuire a ridurre i costi per la gestione della degradazione del manto stradale per le amministrazioni pubbliche, e risolvere un problema diffuso in tutto il mondo.
Risultato green e duraturo

La combinazione degli scarti dello zucchero con i materiali classici dell’asfalto crea una matrice molto più densa, senza quei micro-vuoti dove si infiltrano acqua e agenti logoranti, causa principale delle crepe nell’asfalto. Questa formula, quindi, può potenziare notevolmente le prestazioni delle pavimentazioni stradali, con una modifica di appena il 10% del composto:
- i test di laboratorio mostrano che la stabilità Marshall è aumentata del 40%;
- altri test specifici per l’asfalto a caldo hanno mostrato una stabilità più alta dell’88%;
- le deformazioni permanenti risultano ridotte del 70%;
- la resistenza agli agenti chimici è del 93%.
L’asfalto dolce è stato applicato su un tratto di 120 metri della statale BR-158, nella regione del Paranà, un’arteria dove ogni giorno transitano circa 3.000 veicoli leggeri e 850 mezzi pesanti, con risultati più che positivi: la pavimentazione si deforma meno, resiste meglio alla fessurazione, promette una vita utile molto più lunga e una riduzione drastica degli interventi (e dei costi) di manutenzione. Infine, l’uso della cenere di bagassa, permette di ridurre dell’8,4% le emissioni di CO2 per ogni metro cubo di materiale prodotto, favorendo l’economia circolare, valorizzando uno scarto e proteggendo il suolo dalla necessità di estrarre materiali vergini. Questa ricerca si aggiunge a quella che utilizza le alghe per la produzione di asfalto, a dimostrazione di come gli scarti siano una risorsa da non sprecare nell’ottica di un futuro più sostenibile.