Asfalto alle alghe: emissioni tossiche 100 volte più basse
Un nuovo asfalto alle alghe potrebbe cambiare per sempre la viabilità globale, grazie alla sua capacità di autoripararsi e di ridurre le emissioni tossiche di 100 volte rispetto all’asfalto classico. L’innovazione arriva direttamente dall’Arizona, ed è una vera rivoluzione: ecco come funziona.
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L’odore dell’asfalto caldo è uno di quelli più riconoscibili in assoluto, che provoca fastidi e fa sorgere immediatamente la necessità di coprirsi naso e bocca. Il problema però è molto più serio di un cattivo odore, in quanto rilascia nell’aria sostanze tossiche che, soprattutto nelle città con meno zone verdi, provoca malattie e peggiora la qualità dell’aria che respiriamo.
Si tratta di un fenomeno da arginare, su cui si è concentrato un team di ricercatori dell’Arizona. Dopo anni di studi però, sembra essere arrivata una possibile soluzione: un asfalto creato con le alghe, in grado di autoripararsi (allungando così la vita delle strade) e di generare emissioni tossiche più basse di 100 volte rispetto al cemento classico.
Asfalto alle alghe

A Phoenix le superfici in cemento coprono il 40% della città (percentuale comune a molte altre città nel mondo), formando un’isola di calore urbana che provoca il surriscaldamento del suolo, il trattenimento dell’energia e la spinta in alto di temperature e consumi per i cittadini. Il risultato è una città invivibile, soprattutto in estate, che provoca ondate di calore, malori ed emissioni tossiche nell’aria. Il bitume, ossia il legante che tiene insieme l’asfalto, si degrada nel tempo e libera composti volatili che nelle giornate più calde diventano molto aggressivi. Questi, nell’immediato provocano mal di testa e difficoltà respiratoria, mentre nel lungo periodo possono condurre a conseguenze più gravi.
Partendo proprio da qui, un team di ricercatori dell’Arizona ha sviluppato una soluzione sostenibile che da un lato abbassa le emissioni (e salvaguardia la salute umana e ambientale) e dall’altro garantisce una durata di molto superiore della vita della strada. Si tratta di un cemento prodotto con le alghe, che sostituiscono una parte del bitume. Perchè proprio le alghe? Queste presentano numerosi vantaggi, tra cui:
- una crescita molto rapida,
- la capacità di catturare carbonio,
- la possibilità di coltivarle anche al di fuori dell’agricoltura classica,
- la capacità di lavorare anche con acque di bassa qualità o reflue.
La svolta green per le strade

Il team di esperti ha nutrito le alghe con acqua proveniente da un impianto di trattamento di Phoenix, che solitamente sarebbe stata materiale di scarto in quanto troppo ricca di azoto e fosforo, ma grazie ad un processo termico chiamato hydrothermal liquefaction, la biomassa umida si trasforma in biocrude ricco di carbonio. Si accelera così un percorso che naturalmente richiederebbe tempi lunghissimi, ottenendo il bio-olio da raffinare fino a diventare bio-bitume. In base ai dati raccolti, l’asfalto realizzato con le alghe trattiene la parte più nociva delle emissioni tossiche, riducendo la loro liberazione nell’aria di circa 100 volte.
Inoltre, questo tipo di asfalto mostra una durevolezza maggiore e una capacità di autoriparazione del manto grazie ad un miglior assorbimento dello stress e ad una difesa maggiore dalla deformazione permanente. Grazie ad esso, quindi, si possono ridurre i costi di manutenzione e di nuova produzione d’asfalto, per somma gioia dell’ambiente e dei cittadini. L’utilizzo delle alghe nello sviluppo di tecnologie green per la riduzione delle emissioni si dimostra ancora una volta vincente, contribuendo anche a limitare i danni nei nostri mari. I tempi per passare dalla sperimentazione alla produzione su larga scala sono ancora lunghi, ma progetti di questo tipo si stanno diffondendo in tutto il mondo.