Le temperature degli oceani continuano a salire a ritmi allarmanti

Autore:
Erika Fameli
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Oceani bollenti: l’aumento delle temperature oceaniche a livello globale è galoppante, e le previsioni indicano l’avvicinamento al record del 2024, uno degli anni peggiori di sempre. Stando ai dati di Copernicus, infatti, il mese di aprile 2026 è stato il secondo aprile più caldo di sempre per le acque.

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OCEANO
Photo by Kanenori – Pixabay

Il mese di aprile 2026 si è concluso da poco, e con la fine del mese arrivano anche i primi riscontri sia climatici che ambientali che, purtroppo, non sono affatto positivi. Il Servizio Marino Copernicus, infatti, dice che aprile 2026 è stato il secondo aprile più caldo mai registrato per quanto riguarda la temperatura degli oceani di tutto il mondo. Le temperature medie della superficie marina hanno raggiunto i 21,07°C, seconde solamente ai risultati del caldissimo 2024.

Le previsioni per i prossimi mesi, inoltre, non fanno affatto ben sperare, poiché tra l’arrivo di El Nino e altri fenomeni che non promettono nulla di buono, si parla già di un’estate bollente, in cui l’afa arriverà alle stelle e il caldo sarà insopportabile.

Oceani bollenti

Oceano
Photo by Pexels – Pixabay

La temperatura della superficie del mare continua a salire, e raggiunge record di calore mai visti prima in questo periodo. O meglio, visti solamente nel 2024, anno record di caldo. Stando ai dati del Servizio Marino Copernicus dell’Unione Europea, implementati da Mercator Ocean International, infatti, il mese di aprile 2026 è stato il secondo aprile più caldo della storia. Con i suoi 21,07°C, il mese appena concluso è secondo solamente all’aprile di due anni fa, quando le temperature della superficie marina avevano raggiunto quota 21,10°C. A preoccupare gli esperti, oltre alla temperatura effettiva, è anche la rapidità nell’aumento delle temperature oceaniche a livello globale: le previsioni suggeriscono che le temperature della superficie del mare si stanno avvicinando pericolosamente a quelle del 2024, dato affatto confortante. Lo spiega Simon van Gennip, oceanografo responsabile del Servizio ei Monitoraggio Oceanico di Mercator Ocean International:

Dopo marzo, stiamo assistendo ancora una volta a un aprile molto caldo, con temperature superficiali che si avvicinano a livelli simili ai record osservati nel 2024: temperature superiori alla media nel Pacifico, in particolare nella fascia equatoriale, una regione che monitoreremo attentamente nelle prossime settimane.

La minaccia El Niño

Oceano
Autore: Pexels da Pixabay

Il problema è che da tempo non si registrano più aree con temperature inferiori alla media nel Pacifico centrale, la regione delle dinamiche ENSO (El Niño-Oscillazione Meridionale), il che indica condizioni attualmente neutre, ma che potrebbero esplodere da un momento all’altro. Le temperature, infatti, hanno iniziato ad aumentare a gennaio, senza smettere mai fino ad oggi, passando per un febbraio sopra la media e per un marzo da record. Le previsioni però, dicono che prima dell’arrivo di El Niño si dovrà attendere la seconda metà dell’anno. Per quanto riguarda le ondate di calore di marine, quella di aprile è stata la terza estensione più ampia di sempre, arrivando al 46%, preceduta solo da:

  • il 48% del 2016;
  • il 53% del 2024.

La tropicalizzazione di mari che solitamente presentano acque più fredde, sta causando un impoverimento della biodiversità marina e, parallelamente, invasioni diffuse di specie aliene, che stanno velocemente alterando il fragile equilibrio degli ecosistemi locali. Ne sono un esempio il granchio blu e il pesce scorpione in Italia, le alghe nel Nord Europa e altre specie nel resto del mondo. Il problema è che queste specie si diffondono 20 volte più velocemente di quelle autoctone, creando squilibri serissimi. Cosa ci riserverà il mese di maggio, se queste sono le premesse?

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