Granchi blu e pesci scorpione: allarme nel Mediterraneo

Autore:
Marica Maria Musumarra
Tempo di lettura: 4 minuti

Negli ultimi anni, il numero dei pesci alieni nel Mar Mediterraneo è quintuplicato. Tra triglie tropicali, pesci scorpioni e granchi blu, ecco a quali specie bisogna stare molto attenti.

Pesci, Tropicali
Photo by Kanenori – Pixabay

Recentemente, i pescatori di Lampedusa hanno rinvenuto un esemplare di triglia tropicale endemica nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden. Poco prima, però, era stata la volta del pesce palla maculato, potenzialmente pericoloso per l’uomo al pari del pesce scorpione e del granchio blu. Insomma, sono circa un centinaio le specie aliene invasive che, ormai, popolano i mari italiano provocando un gravissimo impatto non solo sulla biodiversità locale, ma anche sull’economia.

L’allarme di Coldiretti

A lanciare l’allarme è stata Coldiretti Pesca; la responsabile, Daniela Borriello, ha sottolineato che ormai da tempo si parla delle specie aliene provenienti in particolare dagli oceani Atlantico e Indiano per via del cambiamento climatico. Quest’ultimo, infatti, spinge queste specie aliene ad adattarsi perfettamente al Mediterraneo che, nel frattempo, diventa sempre più caldo.

Negli anni, le specie invasive si sono quintuplicate, al punto da dover necessariamente lanciare l’allarme. Il Governo ha già stanziato 2,9 milioni di euro a favore di consorzi e imprese per mettere al riparo le zone più colpite che, secondo l’Ispra, sarebbero invase da almeno 30 specie aliene diverse.

Il ruolo dei pescatori

Pesci, Mare
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In tutto questo, i pescatori svolgono un ruolo preziosissimo: il loro monitoraggio sul pescato e la loro collaborazione con l’Ispra si stanno, infatti, rivelando altamente efficaci. Non a caso, sono stati i primi a rendersi conto di avere a che fare con specie aliene e a spingere la comunità scientifica a indagare più a fondo.

Un esempio è dato dal granchio blu, che ha messo duramente alla prova la produzione di vongole sia in Veneto che in Emilia. Proteggere gli impianti non è per niente facile, anzi, l’emergenza in corso richiede misure di sostegno alle imprese più incisive e provvedimenti strutturali più efficaci.

A Goro, in provincia di Ferrara, è stato creato un microcosmo interamente dedicato alla pesca delle vongole. Proprio qui si concentra più della metà della produzione italiana e oltre il 40% di quella europea e appare evidente come il granchio blu sia ormai diventato un problema serio.

Il contributo di microplastiche e inquinamento

Ad aggravare la situazione subentrano, poi, altri problemi non indifferenti: l’inquinamento derivante dal trasporto marittimo, dalle plastiche riversate in mare, dalla pesca sportiva, dagli interventi industriali e dagli impianti eolici, va a sommarsi agli effetti del cambiamento climatico per dar la batosta finale agli ecosistemi marini.

L’inquinamento dei mari è un problema serio, che non deve in alcun modo essere sottovalutato: più si va avanti, più le acque si riscaldano, più le specie aliene si abituano e più la tutela della salute umana e ambientale viene meno. Se, poi, al cambiamento climatico si aggiunge anche l’inquinamento dettato dall’uomo, allora la situazione si complica ulteriormente.

Plastica, Mare
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Bisognerebbe riflettere su questo punto, prendere in considerazione quanto evidenziato da Coldiretti e iniziare fin da subito a mettere in atto politiche e interventi seri per limitare i danni ed evitare che ulteriori specie aliene invadano i nostri mari.

Granchi blu e pesci scorpione, allarme nel Mediterraneo: foto e immagini