Le acque reflue diventano energia: la svolta che può cambiare tutto

Autore:
Erika Fameli
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Tempo di lettura: 5 minuti

Le acque reflue producono energia pulita e possono salvarci dalla dipendenza energetica nei confronti di altri Stati: questo è quanto emerge da uno dei progetti più interessanti in fatto di innovazioni green e che, in questo momento storico, potrebbe fare la differenza per l’Italia.

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Acque, Reflue
Photo by Thoxuan99 – Pixabay

I conflitti internazionali contemporanei stanno mettendo in evidenza la fragilità italiana (ed europea) dal punto di vista della dipendenza energetica. Mai come ora, infatti, pare evidente quanto l’Italia necessiti di una maggiore indipendenza, che può venire proprio da una risorsa che fino ad oggi non era stata considerata tale: le acque reflue.

Queste, se opportunamente trattate, possono in realtà diventare veri e propri hub energetici in grado di produrre energia pulita e valorizzare le risorse di scarto. Grazie ad una collaborazione tra enti pubblici, aziende private e centri di ricerca che punta su bioeconomia, transizione climatica e integrazione tra servizi, ecco come si possono sfruttare le acque reflue per produrre energia green.

Le acque reflue producono energia pulita

Acque, Reflue
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Prima di capire come possono, le acque reflue, produrre energia, è necessario fare un passo indietro e parlare della piattaforma Shift. Il Gruppo CAP (la società pubblica che gestisce il servizio idrico di Milano) ha tra i suoi obiettivi principali quello di riutilizzare le acque reflue in maniera più sostenibile e anti-spreco, riducendo gli scarti organici e adottando soluzioni per trasformare le acque di scarico in risorse, aumentando così la resilienza dei territori. Per riuscire in questo intento, è necessario innanzitutto agire sulle infrastrutture: i depuratori delle città italiane devono diventare hub energetici.

A questo punto, entra in gioco la piattaforma Shift, che si sviluppa attorno ai pilastri della transizione energetica, allo sviluppo delle tecnologie Acquatech e alla bioeconomia. Qui convergono aziende, istituzioni e privati, con iniziative volte al riuso e al miglioramento della qualità delle acque reflue, per valorizzare le matrici organiche nell’ottica di una gestione circolare delle risorse: per trasformare, quindi, le acque reflue in energia pulita a servizio del fabbisogno italiano. Attraverso pompe di calore industriali, le acque reflue possono alimentare le reti di teleriscaldamento urbano, riducendo le emissioni, aumentando l’efficienza energetica e valorizzando le infrastrutture già esistenti.

Collaborazione per combattere il cambiamento climatico

Acque, Reflue
Photo by jarmoluk – Pixabay

Da questo progetto si capisce l’importanza della collaborazione tra soggetti diversi, considerata un elemento chiave per affrontare le sfide moderne a livello ambientale:

  • il cambiamento climatico,
  • le pressioni sulle risorse naturali,
  • il bisogno di energia.

Quando realtà diverse si confrontano con un obiettivo comune, il risultato non può che essere positivo. Ciò che conta, in quest’ottica, è puntare a superare l’approccio tradizionale di gestione a compartimenti, in favore di una gestione più condivisa, che punti ad un modello economico sostenibile e integrato. In Italia il 20% del PIL è direttamente collegato alla disponibilità delle risorse idriche, per un valore complessivo di 384 miliardi di euro, ma purtroppo l’efficienza degli impianti è ancora molto lontana dagli standard di altri Paesi UE, e ben distante dai livelli necessari per valorizzare realmente questa risorsa e aumentare l’indipendenza energetica italiana.

Per passare dalla teoria alla pratica, i promotori di Shift chiedono al governo:

Un aggiornamento del quadro normativo nazionale che superi le attuali barriere economiche e l’equiparazione normativa tra calore recuperato ed elettricità ai fini dei target ambientali UE al 2045, la defiscalizzazione dell’energia elettrica utilizzata per alimentare il recupero termico e il riconoscimento della strategicità delle opere di integrazione tra infrastrutture, semplificando gli iter autorizzativi.

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