L’UE a un passo dagli obiettivi del 2030: prossimi step
UE a un passo dagli obiettivi del 2030 per quanto riguarda la riduzione delle emissioni di gas serra: un traguardo quasi raggiunto, ma non un punto di arrivo. I 27 paesi membri lavorino da subito per il prossimo traguardo, e mettano in campo le loro migliori forze per combattere il cambiamento climatico.

Quelli del 2030 sono obiettivi che, se raggiunti, permetterebbero all’Unione Europea di contribuire in maniera considerevole al miglioramento delle condizioni climatiche e ambientali non solo della propria area geografica, ma anche globale. Si tratta di obiettivi importantissimi da raggiungere, che spaziano dall’efficienza energetica alle energie rinnovabili, dalla biodiversità all’economia circolare.
Un annuncio decisamente positivo, in questo senso, viene proprio dalla Commissione Europea, che ha annunciato che l’UE si trova, attualmente, ad un solo punto percentuale dal raggiungimento del traguardo di riduzione del 55% delle emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990. Sprone politico a continuare a muoversi in questa direzione, la notizia porta buoni auspici e nuova energia, comunicando che anche i traguardi che sembrano impossibili, si possono raggiungere.
L’UE a un passo dagli obiettivi del 2030

A dare l’annuncio incredibile (e anche sorprendente, sotto tanti punti di vista) del fatto che l’UE è a un solo passo dal raggiungere l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra entro il 2030, è stata la Commissione Europea con la voce della sua Vice-Presidente Teresa Ribera, la quale sottolinea che:
Siamo in grado di confermare il nostro impegno di mantenerci in linea con gli obiettivi climatici. Questo risultato mostra come l’agenda verde porti investimenti e prosperità, e che siamo in grado di gestire il percorso di decarbonizzazione.
Le previsioni, allo stato attuale delle cose, parlando di arrivare al 54% di riduzione delle emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990, se tutti i Paesi europei riescono a rimanere allineati con gli obiettivi fissati. Si tratta sicuramente di un grande “se”, che però rappresenta anche un fortissimo sprone. Tutti i Paesi europei, infatti, devono contribuire con la propria parte per il raggiungimento dell’obiettivo comune, e impegnarsi anche sugli altri fronti che le sfide del 2030 hanno posto:
- la riduzione del consumo energetico;
- la diffusione delle energie rinnovabili;
- l’inquinamento zero per aria, acqua e suolo;
- la tutela della biodiversità;
- la migliore gestione dei rifiuti e l’economia circolare;
- l’efficienza energetica.
Traguardo 2040

L’Unione Europea, ora che si trova a un solo punto percentuale da quel 55% di emissioni di gas serra in meno rispetto al 1990, guarda già agli obiettivi del 2040. Raggiungere il primo step di traguardi infatti, per quanto sia positivo, rappresenta comunque l’inizio di un percorso molto lungo, che non può assolutamente dirsi terminato. Entro il 2040, infatti, si dovrà decarbonizzare parecchio, e trovare un accordo. Gli scienziati dell’European Scientific Advisory Board on Climate Change parlano del 90% di emissioni in meno, ma è ancora presto per parlare di numeri definitivi.
I Paesi che hanno chiesto un taglio più moderato infatti, non mancano, tra cui spicca anche l’Italia, come ha annunciato poco tempo fa il Ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, che auspica un 85 o addirittura 80%. Nonostante i buoni risultati del 2023, infatti, l’Italia è ancora parecchio lontana da molti degli obiettivi del 2030, e specialmente le regioni del Sud faticano a star dietro alle esigenze climatiche dell’UE.