Emissioni: l’Italia è sulla buona strada?
Una notizia positiva è emersa dal nuovo rapporto di Italy for Climate: nel 2023 l’Italia è riuscita a tagliare le proprie emissioni di gas serra.

Lo scorso 22 aprile, stesso giorno in cui si celebra la Giornata della Terra, è stata diffusa la 5° edizione del Rapporto 10 key trend sul clima.
Pubblicato da Italy for Climate – il centro studi che si occupa di raggiungere la neutralità climatica – il suddetto rapporto riporta come nel 2023 le emissioni dell’Italia siano calate del 6,5% – l’equivalente di 27 milioni di tonnellate (Mt) di gas serra -.
Un dato indubbiamente positivo ma che rappresenta “solo” un buon punto di partenza per una situazione che è al limite: il prezzo che l’Italia e il mondo intero stanno pagando per il cambiamento climatico è alto e la recente notizia dovrebbe dunque essere un buon esempio da cui prendere spunto per continuare verso un atteggiamento sempre più sostenibile.
2023: l’inizio del viaggio verso la sostenibilità?

Il 2023 per l’Italia è stato il secondo anno più caldo di sempre, sono stati registrati quasi 3.400 gli eventi meteoclimatici estremi (dati dell’osservatorio europeo) e il deficit idrico primaverile ha raggiunto il 60% nei principali bacini del Bel Paese (rispetto alla media dei dieci anni che vanno dal 2011 al 2021), ma lo scorso anno un passo positivo è stato intrapreso dall’Italia: un notevole calo delle emissioni di gas serra.
In un solo anno l’Italia ha tagliato le proprie emissioni del 6,5%, pari a quasi 30 milioni di gas serra.
Un vero record rispetto alla tendenza che si era registrata nel 2022 quando si era previsto che, continuando nella direzione fino ad allora adottata, non sarebbero bastati 200 anni per raggiungere gli obiettivi 2030.
In un solo anno dunque, l’Italia è riuscita a limitare sensibilmente le emissioni che, stando al rapporto di Italy for Climate, sono state pari a 390 Mt. Il rapporto sottolinea inoltre come vi sia stato un calo della produzione da combustibili fossili (-33 TWh), dove a scendere è stato soprattutto il carbone.
Il 2023 è dunque segnato il calo più corposo di sempre (escludendo gli anni in cui il calo era specchio della crisi economica: il 2009, il 2013 e il 2020) e se l’Italia continuasse a remare sulla medesima onda, sarà realmente possibile arrivare agli obiettivi 2030 (i quali stando alle stime, potranno dirsi raggiunti tagliando ogni anno circa 20 Mt).
Certo è che, come mette anche in luce il rapporto, sarà necessario impegno costante in quanto il buon risultato del 2023 dipende da un insieme di fattori e alcuni di essi sono connessi a elementi variabili (come le temperature alte registrate durante l’inverno).
Calo delle emissioni nel 2023: un mix di fattori

In 30 anni le emissioni specifiche (per il consumo di 1 kWh) si sono più che dimezzate. Secondo le stime di Ispra il 2023, con 236 grammi di CO2 per kWh, ha registrato il valore più basso di sempre.
Puntualizza il rapporto di Italy for Climate, nel quale si esplora l’insieme dei fattori che ha portato al calo delle emissioni in Italia: oltre al calo della domanda di energia (-2%) è la performance del settore elettrico ad avere aiutato il Bel Paese a raggiungere tale risultato. L’elettrico ha infatti permesso di diminuire del 18% le emissioni per kWh rispetto rispetto al 2022.
Una diminuzione di cui l’elettrico è responsabile anche grazie all’aumento della quota di energia generata da fonti rinnovabili (quasi il 44% del totale) e al già citato calo della produzione da combustibili fossili (-33 TWh).
Dati positivi si registrano per il fotovoltaico, che seppur lentamente rispetto al altri pesi europei, continua a crescere; male invece per l’eolico, che rimane stabile a 0,5 GW.
Altro dato poco positivo riguarda le auto elettriche, con una quota ferma al 4,2% del totale immatricolato, dato che distanzia l’Italia dalla crescita registrata nel resto d’Europa.
Nel rapporto di Italy for Climate si trova poi un focus sull’effetto Superbonus:
Anche grazie al Superbonus, abbiamo quasi raddoppiato il fotovoltaico a servizio delle abitazioni, con quasi 7 GW di potenza attualmente installata in grado di soddisfare oltre un decimo di tutti i consumi domestici.
Nel 2023 grazie agli incentivi sono state riqualificate 700mila abitazioni, permettendo un ulteriore calo dei consumi; un buon inizio dunque, ma per rispettare gli obiettivi 2030 dovranno essere riqualificate, ogni anno, circa 1 milione di abitazioni.
Un percorso complesso ma possibile quello verso un atteggiamento più sostenibile e che limiti le emissioni, che se avrà le giuste attenzioni porterà un buon risultato come quello del 2023 a essere un’abitudine; un’abitudine che contribuirà a salvare il pianeta.